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29 dicembre 2007

Staccionata e birra

Adoro sentire il rumore della neve.
Qualcuno dice che e' il vento che la accarezza a provocarlo.

Nel silenzio della notte, ci sono musiche lievi che si ascoltano solo con il cuore.


http://www.radiomontekatz.com/

24 novembre 2007

Music


Al massimo il volume, stasera.
Come proiettili, le note accarezzano e uccidono ricordi.
Scorrono su di me mentre sfreccio in auto, ancora lievemente cullata dall'alcool dell'aperitivo.
Silenziosa con me stessa, silenziosa con il mondo, raccolgo e abbandono il gusto amaro di una storia infelice.
Forse la fuggo. Forse la comprendo.
Preparo il mio cuore al trasferimento.
Sono intoccabile, finchè la musica e' più forte dei miei pensieri.

19 novembre 2007

Giù.



E' poi davvero cosi' difficile, amare?

"Come permettere a qualcuno di scorticarti la pelle e di potersene andare portandola con se' quando più preferisce..."

Un tempo le persone erano maggiormente disposte a rinunciare a se stesse e ad impegnarsi nella fede e nella speranza in luce dell'Amore.
Forse per abitudini alla rinuncia, per le poche possibilità di operare diverse scelte, per dovere coniugale, onore familiare, per evitare maldicenze.
Ora tutto sembra improntato a concentrarsi solo su se stessi, su status symbol e canoni di cui se ne disponi non ne giosci e se non ne disponi ti struggi. Sporchi occhiali che coprono anche il cuore.

Ma e' poi davvero cosi' difficile scontrarsi con noi stessi e dimenticare la paura di essere nudi?
E' poi cosi' difficile gioire e dare gioia?

Sembrerebbe cosi' facile...basterebbe cosi' poco.........

Gli impegni quotidiani, l'egoismo, la mancanza di fede e di speranza mi hanno fatta dimenticare di annaffiare il fiore dell'Amore.
Sono stata egoista, impossibile, insopportabile, lunatica.

Eppure provare i sentimenti originari e primari di Amore e odio non sarebbe poi cosi' difficile, sebbene a volte il secondo prevalichi sul primo. Anche se non sono poi' cosi' diversi, anche se solo una sottile linea li divide cotraddistendoli come opposti; ma essi sono complementari, e l'esistenza di uno giustifica quella dell'altro.

Tristezza, stasera. Freddo e vuoto nel cuore.
Ma me lo merito. Cretina. Stupida e cretina.
Infantile.
Sciocca.
Indegna.
Hai pensato solo a te? Ora stai con chi hai osato preferire.
Pentiti, nella tua amarezza dei prossimi mesi in cui ti assaliranno dubbi, perplessita', in cui lo spettro della coscienza assalira' la tua mente privandoti del sonno con il suo manto nero pulendo i tuoi occhi e la tua mente per renderti luce sui tuoi errori che mesi prima non vedevi.
Ora stai con te. La persona peggiore che potevi desiderare.
Vorrei scappare. Vorrei tornare.
Vorrei gridare. Vorrei silenzio.
Vorrei che con l'acqua calda della doccia tutto scivolasse via su di me.
Vorrei dormire per non pensare. Vorrei cancellare, annullare.
Vorrei accarezzare. Vorrei fuggire.
Vorrei piangere. Vorrei ridere.
Freddo. Solo freddo, oramai, stasera.

23 settembre 2007

Perche' amare e' cosi' difficile? Dovrebbe essere naturale, spontaneo...ma poi le parole rovinano sempre tutto. Anche certi silenzi fanno la loro parte.
E poi...e poi c'e' l'egoismo, e la scarsa adattabilita' al compromesso, il rimandare il dialogo perche' si e' stanchi...
Io sono una persona difficile. Molto. Amarmi e' un'impresa. Conoscermi anche. I miei difetti sono incorreggibili e appaiono come amari bocconi a chi sta con me.
Sono lunatica, insopportabile, imprevedibile.
Posso trascorrere giornate come un eremita senza proferire parola, isolandomi da tutto e da tutti o gettarmi nella mischia il giorno dopo.
Posso essere appiccicosa e un minuto dopo tenere le distanze come in un rapporto formale.
Eppure non vorrei essere cosi'...

14 giugno 2007

E STA A TE


L'estate non la sopporto per vari motivi:


  1. il caldo appiccicoso che mi rende nevrastenica e insopportabile come una donna afflitta dai giorni comunisti. Essendo nata in un piccolo e disperso paesino di montagna in cui in inverno si arriva a scendere a picchi di meno 30 °, sono piu' propensa a resistere al freddo glaciale e marmato che al caldo obbrobrioso

  2. La mia statura media ad ascella umana e l'olfatto delicato, che mi impediscono di pigliare i mezzi pubblici e a frequentare posti affollati nelle giornate afose, peggiorando i gia gravi problemi di ipocondria da contatto e di agorafobia.

  3. La mia carnagione bianca Dash,eburnea e inconvertibile fino alla centesima doccia solare.

  4. L'apertura della tua casa a tutti i vicini nel caso in cui, come nel mio, non sopporti l'aria condizionata. Io sto all'attico, percio' sono anche meno disturbata da sguardi indiscreti mentre, come sempre, esco dalla doccia e gironzolo per casa con il mio corpo diafano e l'asciugamano in pan-dan, ma non sempre. I rumori, pero' non si possono attutire.

Non riesco proprio a sopportare il servizio di piatti quotidiano farcito con contorno di bestemmie venete DOC e imprecazioni che la signora dell'appartamento di fronte, stesso livello del mio, infligge al marito (chissa' che le combina).

La signora della lavanderia controlla ogni mio minimo movimento sbirciando scostando una squallida tendina blu da una Hitchcockiana porta finestra sulla strada. Come reporter non e' molto brava, pero'. L'ultima volta le ho portato un abito e mi ha inondata di domande. Al posto della ballerina di ora, riteneva girasse per casa ancora la vecchia puffa e il consorte rotolo scemo.

Non ho ancora capito se la signora del piano terra, casa a fronte sia dotata di un impareggiabile pollice verde o se esca di casa ad innaffiare i fiori ogni volta che mi fermo a parlare con qualcuno per cercare di origliare. Nonostante le mie carenze in giardinaggio, non credo i fiori si annaffino 20 volte al giorno, tanto meno nelle ore piu' calde...
La coppia che abita sotto alla maggior contribuente del repatrto piatti IKEA (il marito ora sta premendo per quelli di plastica) e' giovane ma malfidata. Passa la giornata a sbirciare fuori dalla terrazza, ma di sottecchi, e quando nota che li hai notati, tornano a nascondersi come un bambino che gioca a nascondino e non si e' reso conto che si e' nascosto dietro ad un tavolo che lo copre solamente dalle ginocchia in giu'.
Lo stragnocco del mio condomino, non esce mai. Abbiamo iniziato a salutarci, e lui la notte beve birra con i suoi amici sul megaterrazzo supra casa. Ma a me lascia solamente i vuoti.

A me Vasco piace.
Ma non sentire la stessa canzone a ripetizione per tutta la notte, con lo stonato del quartiere che canta a squarciagola lamentandosi di vivere come se fosse morto dentro.

...strano che nessuno sia colto da irrefrenabile voglia di post-Nestate'.

Pausa pausetti con la fallata laurica del giorno:Il sesso e' come il sugo: la prima volta non va mai bene.

16 maggio 2007

?


Perche' l'Amore

fa sempre cosi' male

anche quando fa bene?

07 maggio 2007

3NT0



Sono sempre stata indiscutibilmente carente in tutti i requisiti richiesti dal ruolo della donna di un tempo, e forse e' anche per questo che mi schiero e mi dibatto fermamente nella dura lotta della parita' dei diritti dei sessi... (bisogna pur difendersi....)

Pecco infatti in doti culinarie (eccetto che per il terzo mercoledi' del mese), nell'ambizione di voler formare una generazione di mini esseri simili a me e nell'accettazione della sottomissione all'uomo, unico motivo della mia esistenza. Non eccello neppure nell'arte del pettegolezzo.

Non sono quindi mai stata definita una "donna da sposare" e nonostante non abbia la minima ambizione a rispondere ai requisiti sopraindicati giacche' preferisco un uomo cuoco, ma non sottomesso me' autorevole, ho sempre ritenuto questa mancanza di requisiti una pecca.

Solo il twin del mio amore mi ha definita una "donna da sposare" citando un articolo di motociclismo che cosi' definiva una donna che avrebbe resistito per piu' di 20 minuti su un brutale (6 ore, 35 minuti e 27 secondi).


Ieri, giornata storica: si votava per il passaggio del paese sotto la provincia di Trento con il conseguente passaggio regionale dal veneto ombroso al Trentin. Una cosa positiva e' togliere la fastidiosa nomea da mangiagatti. Ma vabbe'.
Ora sono certa che se le cose andranno bene e il passaggio avverra', mi vorranno sposare tutti.

Cosi' saranno sempre vicini alla trentina. :)

02 maggio 2007

Resoconto del day

Dopo le aggiunte su consiglio di spiderfedix al post precedente e le piacevoli curiosita' fatte scaturire dal barista Emmeendemme sempre in merito ad esso...

STASERA,
CURRICULUM VITAE A MANETTA.
Gia'. Proprio cosi'.
Il commissario Basettoni e' stato spodestato.

26 aprile 2007

Scusate se non ho piu' scritto, ne' risposto per la cena.
E' mancato un amico.

03 aprile 2007

Domani posto qualcosa... :)

24 marzo 2007

Nuovi occhi


Una diversa prospettiva puo' cambiare molte cose.
La vita e' come questo quadro.
Ci si puo' scorgere una ragazza timidamente voltata con lo sguardo diretto verso il profondo sconosciuto, o il viso rugoso di una vecchia saggia dagli occhi sereni, piegata dolcemente dal peso dell'eta'.
Lei fragile, derisa. Giocata crudelmente da anime sporche che, dopo aver fatto crollare le sue difese riuscendo a raggiungere i suoi piu' deboli lati, avevano reso amari i suoi sentimenti piu' profondi.
La sua fede nell'Amore era crollata come crollano le certezze di un ubriacone davanti ad un bicchiere. Il suo bicchiere. Quell'amato bicchiere di whiskey con cui, seduto solo al bancone del bar, accantonando mestamente la sua vita, quel fuggiasco da sogni infranti cercava ostinatamente di trovare felicita'; quel bicchiere che irriverente si ostinava a deriderlo e a beffarlo. Anche lui, come gli altri. Sembrava guardarlo e ridere di lui, quel pezzo di vetro; poteva disporre di lui, lo aveva nelle sue grinfie, e come un sapiente predatore sembrava conoscere come afferrare celermente la sua preda colpendola nel lato piu' debole.
Quel bicchiere prima amato, poi temuto, poi odiato...ma sempre strenuamente ricercato nella flebile e costante speranza di trovarci dentro qualcosa di vero, qualcosa di diverso.
Quel bicchiere che sembrava poter colorargli la vita, dargli gioia e speranza...
Quel bicchiere che lo cancellava dentro.
Si sentiva volatilizzata, annullata, inutile, lei.
Aveva amato alla follia.
Aveva amato cosi' tanto da non smettere mai di ringraziare Dio.
Aveva amato cosi' tanto che sentiva Dio. Era piu' forte, era piu' coraggiosa, piu' pronta. Era vera. La sua anima altro non aspettava che donarsi e rifarlo ancora, per la sola gioia di poterlo fare, con la sola speranza di poter dare felicita'.
Aveva amato cosi' tanto dal commuoversi di poter provare un sentimento cosi' grande, cosi' disinteressato, cosi' nitido, vero, pulito. Cosi' vibrante.
Aveva amato cosi' tanto che si sentiva troppo poco per poter contenere tutto l'Amore che la vestiva.
Aveva amato cosi' tanto da non poter ritrovarsi a non poter amare piu'.
Lei era rimasta senza lei.
Non aveva mai smesso di credere nell'Amore, poiche' senza amore un essere umano e' solo una meta' inutile. Ma il suo amore era stato rifiutato, giocato, deriso, incompreso, deluso, annullato, sporcato.
La sicurezza della sua esistenza era stata una certezza; divenne poi una speranza, poi un dubbio, poi una delusione.
Si ritrovo' con il bicchiere vuoto.
E continuo' a versare. Continuo' a versare per dimenticarsi di se stessa.
Spari', tra le risate di chi giudica senza sapere, tra le ombre di indici bigotti che la indicavano per preservare la loro integrita', tra gli occhi indiscreti di chi mormora scuotendo il capo.
Non era facile continuare a fingere di essere felice, in un mondo che non capiva l'Amore che avrebbe voluto dare.
Non era facile per lei essere lei, fragile e sensibile, profonda e dolce, quando il mondo le affibiava il ruolo di seduttrice usauomini.
A cosa serviva spogliarsi di se' senza dare amore?
A cosa serviva poter avere tutti gli uomini che voleva quando avrebbe potuto sfruttare, ma non voleva? Quando a farlo erano invece gli altri?
A cosa serviva non spogliare l'anima del proprio corpo?
Meglio versare, che non osare l'Amore.
A cosa serviva svegliarsi al mattino vestita di un profumo non suo, coperta da un corpo sconosciuto servito solo a dimenticare la solitudine?
Meglio dimenticare la solitudine in un bicchiere, svuotando se stessi in un pezzo di vetro, che svuotarsi in un falso dono.
Meglio un risveglio con un alito cattivo, che l'amaro risentimento del gusto greve del sangue della vittima di un cannibale.
E continuo' a versare. E a bere.
Dimenticarsi e' da codardi. E lo sapeva. Ma non poteva piu' rischiare. Non voleva piu' rischiare.
Meglio dimenticarsi che essere continuamente riempiti e svotati di effimeri sorsi di felicita'.
Finche' un giorno, mentre al bancone del bar riempiva l'ennesimo bicchiere di whiskey, a fatica, rovesciandone parte sul tavolo, le si avvicino' un ragazzo.
E senza puntarle il dito contro,
senza scuotere il capo,
senza mormorare per preservare la sua integrita',
la ascolto'.
E divenne il suo bicchiere.
Scusatemi se fatico a scrivere costantemente.
Ma ho un bicchiere da riempire e da bere. :)

12 marzo 2007

Giornatafallica.



Mi ha raggiunta a casa stamattina alle sette e non mi ha piu' lasciata.
ore 7:30
Dopo l'interminabile sfilza di sveglie posizionate in fila in ordine di grandezza e di cronopuntata, con il coronamento musicale delle 7 in memoria nel telefono, sono riuscita a decappottarmi dal letto.
Compiuto il tragitto letto-bagno a mo' di zombie dei giorni peggiori, sfregandomi gli occhi come un dolce e pigro bambino, mi sono infilata sotto la doccia.
Il mio scarso equilibrio di stamane si e' esteso come un contagio a cio' da me toccato, con il risultato di ritrovarmi a riflettere sulle leggi della gravita' proprio come e' accaduto al signor Newton...
...solo che a me e' toccato un bagnoschiuma al muschio bianco formato famiglia di una volta. 750 ml. Ovviamente pieno.
ore 8:00
Ho rovesciato la mia tazzona gialla svegliavampiro contenente 3 razioni di caffe' bollente su tutto il marmo bianco del ripiano del bagno.
Ovviamente quel malnato e mai soddisfatto caffe' ha voluto anche infilarsi in tutti quegli angolini e quelle fessure difficili da pulire anche quando si e' tranquilli. Dimenticavo la mano destra.
Ovviamente il tutto e' successo un minuto prima dello scoccare del tempo massimo anteritardo in house.
ore 15:00
Il mio responsabile ha avuto la magnifica idea di farmi uscire prima 3 ore prima per mandarmi in ricerca in un negozio a 50 km dalla mia azienda.
Sfiga vuole che abbia lasciato a casa il navigatore: mi sono quindi ritrovata a compierne 80, di kilometri. Piu' il ritorno, ovviamente. Ho fatto un tal giro che darmi dell'oca e' poco. Dopo 25 minuti di strada mi sono resa conto di essere ritornata allo stesso punto di prima (stupendomi della mia ritardataggine e della mia incommensurabile e irrecuperabile incapacita' di senso dell'orientamento. Ho capito infatti di essere nello stesso posto di prima solo per merito della presenza di un bizzarro vecchietto e della sua pipa fumanti all'esterno di un bar, sembranti cosi' parte dell'armonia mobiliare da formare uno strano quadretto. Quasi come i vecchietti seduti fuori di casa del sud).
ore 18:30
Dovevo ancora riprendermi dalla cifra abominevole del mio shopping di ieri ( Giacca Post Card e maglia Commes des Garconnes - e non dico altro) e mi sono ritrovata a far fatturare altri 220 euro di pantalone. Che spero piacciano al mio capo, altrimenti penso che potrebbe decidere finalmente di distanziare le mie ossa e giocarci a shanghay.
Ho provato quello che le donne provano quando un pantalone e' stretto. Solitamente vesto sempre la M e le commesse si indiavolano perche' vogliono a tutti i costi affibiarmi una XS (dopo tanti anni non capisco ancora se sono io che non so misurarmi o gli altri che non riescono a capire che sono una falsa magra). Fatto sta che quando prendo un paio di pantaloni, nonostante il mio lavoro, non sto neppure a guardare la taglia. Il commesso me ne tiro' fuori uno per farmi vedere il modello, senza considerare la taglia. Sono dovuta arrivare al limite della respirazione artificiale per capire che stavo tentando di entrare in una 25...
ore 19:30
Ritorno con tanto di vecchino con cappello a 20 all'ora fisso insuperabile per la fila ferma nella corsia opposta.
ore 20:45
Mi sono ustionata la lingua con i cannelloni. Il che mi fa anche piacere, dato che trovo molto piacevole la sensazione sul palato a lingua scottata. Ma di certo non so che gusto sapessero. Considerando le mie doti culinarie, forse e' stata una fortuna. Anzi. Lo e' stata proprio.

LA CHICCA:

Un articolo apparso su "Vogue Italia" di questo mese (pag. 260) parla di Aven (sexsual visibility and education network), l'associazione internazionale foindata nel 2001 da David Jay, la cui affiliata italiana ha come simbolo un triangolo bianco rovesciato con la punta scura.Uno dei punti in cui questa associazione insiste e' il rifiuto della vita sessuale a favore di quella affettiva.

Marian Salzman, la famosa trendsetter che nel 2003 conio' per l'American dialect society la parola "metrosexual", riferendosi alla nuova razza di edonisti del tempo, narcisi, effeminati ma non necessariamente gay, ha dichiarato che il futuro vero trend dei prossimi anni sara' la castita', l'asexual.

Sono ultra trendy!!!!!!!!!!!!!!

11 marzo 2007

Tudai



Non mi piace pensare di interrompere l'evolversi di una cosi' interessante questione come quella scaturita nel post precedente, in particolare nei commenti di Juliette (che' cos'e' la felicita'?) e della sottoscritta.
Quindi lascio un post semiaperto e introduco l'argomento di oggi, guidata dalla mia naturale vanita' donna e dalla mia personale necessita' egocentrica.

Oggi, rivoluzione: nuovo taglio sfilato, copiato da una modella bionda e stragnocca di una fotografia di moda.
Odio andare dal parrucchiere. Mi stresso e mi sento agonizzata, privata della mia energia sansonica.
Ma adoro il mio parrucchiere.
Oltre ad aver creato dei mini-ambienti divisi da tendine in cui ogni cliente puo' godere di privacy nei momenti in cui e' meno attraente (bigodini, capelli superelettrici a mocio vileda asciutto, pettinatura a pagoda), si fa sempre i fatti suoi. Non e' mai invadente, non pone mai domande irritanti, ne' inizia un discorso se non lo inizio io.
Che solitamente me ne sto zitta, data la pressione psicologica che provo.
Per evitare di ridurmi a sfogliare le riviste di gossip presenti nel salone, la mia gigantesca capiente borsa contiene sempre un safety-coiffeur free time: un libro.
Il mio parrucchiere non si stupisce mai di vedermelo estrarre.
Non si stupisce mai che sia sempre lo stesso (il codice da Vinci)....
Non si stupisce mai di come, ogni volta che lo estraggo, cominci a leggerlo dalle prime pagine...
Lo trovo pallosissimo, ma non riesco ad ammettere a me stessa di averlo iniziato senza poi averlo finito(a meno che non si tratti dell'emblematico caso "Va' dove ti porta il cuore")
L'ho iniziato 20 volte. Ora basta.
Forse e' meglio se inizio a sfogliare le riviste da massa curiosa e amaramente insoddisfatta e a interessarmi dei fatti privati di gente che non ha nulla a che fare con la mia vita.
Forse il tempo passerebbe piu' velocemente.
Anche un taglio alla Britney Spears potrebbe risolvere la questione.

26 febbraio 2007

ri-flessioni ginniche

Ho 25 anni.
Uno a 25 anni crede di aver imparato qualcosa dalla vita.
Non tutto, ma qualcosa.
...e non so ancora dove migrano le rondini.

25 febbraio 2007

Rosa


Non devo innamorarmi.
Non devo.
Non dovrei...
Come difendermi, poi?
Meglio vestirsi di spine o denudarsi per il sole?

20 febbraio 2007


In amore vince chi fugge?

O chi la dura la vince?

15 febbraio 2007

Convention

Eccomi qui..
Appena ritornata da una conferenza tenuta nientepopodimeno che da Lui.
Proprio oggi. Nella giornata dei single.
Io, seduta tra gli ultimi banchi come una scolara negligente.
Lui sul palco, a sferrare come spade taglienti miriadi di concatenanti dotte parole, che avevano una loro musica, ma forse solo perche' dette con la sua voce.
Nel mezzo, dottori e curiosi che scorrevano come fiumi tra la nostra segreta proibita intesa.
Ieri sera avevo pensato di chiudere tutto.
Per quanto mi abbia fatta sentire di nuovo viva come non mi sentivo da tempo, questa storia si sta rarefacendo. (ma per davvero?)
I suoi tempi di risposta sono a volte lunghi, e i suoi inviti sembrano attendere le mie prese di iniziativa. (forse e' semplicemente molto occupato...)
Mi sono stancata degli uomini che sanno solo barcollare e che non sanno che cosa vogliono, imbarcandosi continuamente con spirito d'avventura in fiumi sconosciuti per poi deviare con la prima corrente avversa. (ma lui sembra saperecosa vuole...almeno per quanto riguarda lui...)
Ieri sera avevo pensato di chiudere tutto.
Per un momento.
Mentre ascoltavo "Private investigation" mi sono ritrovata davanti a casa sua, per controllare se fosse davvero a casa. E soprattutto che fosse solo.
A casa c'era davvero, se poi fosse solo non lo so. (il cuore me lo direbbe, l'esperienza no...)
Sono stata stupida troppo a lungo per affidarmi al mio istinto primordiale di fiducia.
Era San Valentino..non ha avuto voglia di vedermi..
Tornavo dalla fiera di Milano, ero fusa. Ma non mi importava.
So che magari e' una festa del picchio, neppure io ci credo poi molto..
Lui ha 42 anni, ragiona certamente in maniera diversa della mia.
...io non ho mai avuto 42 anni.
Ieri sera avevo pensato di chiudere tutto.
Marzio. il mio confidente in tutto e per tutto, mi ha convinta di andare.
E Marzio, questa "Ophelia dea dannata" ti ringrazia.
Qui, dove non parlo mai di te per celare il nostro rapporto stupendo, nonostante ti lamenti per questo..
Proprio qui. Grazie.

La conferenza era alle 9.
Sono arrivata alle 9 e 5.
5 minuti di ritardo.
Una cosa inaudita per una che arriva sempre 15 minuti in anticipo (in realta' ho girato parecchio davanti all'hotel :) ).
Lui non sapeva che ci sarei andata. Mi aveva invitata, ma pensava non mi interessasse.
Quando sono entrata nell'hotel, i miei occhi si sono subito tuffati nel mare dei suoi.
Lui era li', in piedi, bellissimo, in cima alla regale gradinata di marmo rosso e alle pareti dipinte color pastello. I decori della ringhiera sembravano incorniciarlo come se l'opera prima fosse proprio lui, li', in piedi, bellissimo, in cima alla regale gradinata di marmo rosso e alle pareti dipinte color pastello.
Sembrava mi aspettasse. .


E' rimasto stupito della mia presenza.

Molto.

Almeno cosi' appariva.

Dietro a me c'era una donna. Cappotto bianco.

L'ha salutata e si e' seduto accanto a lei..................forse era una collega, dato che conosceva anche gli organizzatori....forse ci spero io.

Mi guardava, spesso, mentre l'organizzatore presentava la serata, e mi faceva i soliti gesti insulsi e ridicoli misti baci e linguacce a cui ho risposto con un bacio...

...peccato che il mio abbia fatto rumore e abbia fatto girare la maggior parte dei presenti....................................ops.

Appena finita la conferenza, me ne sono fuggita via, salutandolo sbrigativamente. Mi ha bloccata. Era in piedi, vicino alla porta. La donna bianca dietro.

Si sentiva l'odore del suo stupore nel vedermi li'. Mi ha avvicinata, cingendomi elegantemente sulla vita...Mi ha detto che i suoi colleghi sarebbero stati suoi ospiti per la notte che viene...

"Ci sentiamo..." ha sussurrato ai miei occhi, baciandomi come se avesse voluto bloccarmi li', cosi', in quella vibrante posizione. Forse cosi' ho sperato io. "...per telefono" ...Almeno stavolta ha specificato...

Non so.

Pensavo di (volevo?) fare l'amore con lui, stasera. (Perche'?).

Sono tornata a casa con il sorriso, ma mi rendo conto che sono punto a capo.

Domani sera non mi chiamera' per uscire, e neppure sabato. Se uno e' interessato a una persona, abbia anche 50anni, credo abbia voglia di stare con lei. (credo)

Mi chiedo cosa veramente cerchi in me.

E cosa io veramente cerchi in lui.

Ho paura.

Mi sto lasciando di nuovo troppo andare. Con i miei sogni, intendo. Troppo.

E ho una paura fottuta.

12 febbraio 2007

Malinconie Passere


Dell'universita' mi manca:

*Alzarmi la mattina e affacciarmi su piazza Santa Croce
*La mia camera mansardata di 35metri quadri, ipercolorata e piena di deliziosi animaletti origami azzurri
*Andare sul tetto della mia casa e arrivare da una piazza all'altra conoscendo gente come se fosse una vera e propria citta' nella citta' (un po' da aristogatti)
*Fumarmi una cicca in pace sul tetto, di notte, in estate, con il mio conquilino o anche da sola
*I miei conquilini che si facevano in 4 per favorire l'unica donna della casa
*La porta in cui c'era appesa la mia vita
*Le balle fotoniche smaltite da Astrella
*le risate della mia conquilina quando si e' accorta che, mentre studiavo Geometria descrittiva 1, avevo assorbito talmente tanto la materia che dormivo trigonometrica
*La pipi' che mi sono fatta addosso (!) tornando a casa con Bob
*Lo specchio enorme e la mia cassapanca da dote di donna di un tempo...rimasta sempre vuota..
*Sicuro
*I colori del sud
*I mercatini
*le cascine del martedi'
*la bandabardò
*i cantanti ambulanti d'estate sul ponte vecchio
*Il mio mercataio perferito
*Il conte Galli e la sua meravigliosa villa
*Uscire e sentirmi ritemprata dai positivi commenti dei marpionazzi di san Lorenzo
*Il porcellino e i desideri che si esprimono li' che funziano per davvero (provato!)
*respirare l'arte da tutti i pori (e anche un po' la puzza dell'Arno)
*la parlata toscana
*il gay di cui mi ero innamorata prima di sapere che era gay...
*uscire e poter camuffarmi da chi voglio senza essere conosciuta o riconosciuta
*la mia compagnia abbandonata fino a vacanze migliori
*i giapponesi che mi fotografavano (ma perche???)
*poter andare a letto all'ora che voglio e poter decidere di stare a letto la mattina dopo, ma anche andare a lezione con gli occhiali da sole e gli occhi pesti e far finta di partecipare
*dormire tre ore per notte, per creare
*studiare e creare vestiti tutta la notte e tremare per il troppo "caffe' dello studente" (il che include la particolare masochistica antica tecnica del fare il caffe' mettendo nella moka altro caffe' al posto dell'acqua con la diretta conseguenza di un insistente morbo di parkinson a persecuzione per 2 giorni minimo)
*la gente incazzosa dei tram
*i giri a vuoto sui tram con aria condizionata in estate
*uno strano tipo sul tram che mi ha sorpreso a guardarlo...dopo che ho abbassato il viso con un timido sorriso, lui ha ricambiato...abbiamo continuato cosi' finche' non e' sceso...ci siamo seguiri con lo sguardo e mi ha fatto "ciao" con la mano---mi sono chiesta (e me lo chiedo tutt'ora) se sarei dovuta scendere e conoscerlo. Si creano degli strani legami con gli sguardi...bhe'...non lo sapro' mai.
*la stazione (adoro vedere la gente che parte, arriva, si dice addio...e' tremendamente profonda e riflessiva)
*la matta che era convinta di essere l'unico superstite terrestre tra un mondo di alieni che tappezzava Firenze dei suoi disegni e dei suoi avvisi contro dei probabili U.F.O. inseriti tra noi
*il surf-ventura
*essere invidiata dai turisti per vivere i quella favolosa citta' e non capire appieno quanto potevo ancora conoscerla mentre ero li'....
*il laser game che mi consiglia sempre di darmi al bowling
*il supermercato esselunga. Ho ancora 300 punti e dove vivo io non esiste.
*il giornalaio che mi rincorreva ogni mattina fuori di casa provandoci spudoratamente con mille scuse dimenticando che ero la stessa del giorno prima
*i matti che vivevano nella via adiacente alla mia (ora non mi ricordo come si chiamasse...ma era un covo di ex galeotti e pazzi schizzati). Ne ricordo uno in particolare: arrivavo a casa alle 2 a.m, alle 5 p.m. o alle 5 a.m. e lui era sempre li', nella stessa posizione, con gli occhiali tamarri, di notte o di giorno. Ricordo quella strana camminata robotica a scatto e i rumori dei suoi anfibi e delle fibbie della sua giacca di pelle che battevano sui jeans stritolapalle che oramai avevano raggiunto l'infimo. Non parlava, aveva sempre la stessa espressione...mi chiedo se oramai abbia finito di percorrere quella via...
*tutti gli uomini che mi portavano a casa e che facevo entrare solo fino al pianerottolo.... :)
*santo spirito, mai conosciuto bene....
*le abbuffate di dolci con la mia amica che non mi ha mai presentato l'attore di cui sono follemente innamorata di cui e' amica per la pelle
*il Boia di via Ghibellina
*la mia amica cuoca
*le serate di gala e degustazione del Gran Hotel
*le serate di prova-ristoranti con il mio amico del gambero rosso
*essere sopraffatta dalle voglie serie incinta di notte e potermene andare al magnifico forno dell'isolotto che rifornisce meta' Firenze dove con la parola d'ordine e un segreto modo di suonare il campanello si poteva avere un cabaret di 30 paste (tra quelle rimaste e quelle storte) al modico prezzo di 5000 lire...e pensare che c'era chi la mattina pagava 1000 per averne una mentre tu te la gustavi a casa tua, era un corroborante sogno sadico...
*i bomboloni che il mio cameriere di fiducia mi lanciava al volo la mattina mentre correvo all'universita' e che passavo a pagare la sera...
*Piazzale Michelangelo
*il cheese cake di Rivoire
*Sgheriglio
*la schiacciatona di Pugi
*Il marpionazzo del Cheker's e naturalmente il mio ex dj bisex narcisista.
*il sarabanda
*il tenax e Caglio...., che dev'essere il capo, con il cui nome entravo sempre gratis... :)
*il bombardieu
*cucinare per qualcuno
*sapere che a casa puoi parlare con qualcuno
*i sottopassaggi della stazione che mi facevano sentire con un alto grado di senso dell'orientamento (di cui sono molto carente)
*correre tra la gente per prendere il tram o il treno
*il Mc sunday, aspettando il tragico intercity delle 5e 35, sempre in perfetto ritardo di minimo un'ora
Dell'universita' non mi manca:
-Il fotonico caldo di Firenze (una volta ho sciolto i tacchi e sono sprofondata nell'asfalto ...in via Cavour ci sono due buchi quadrati...come le stelle di hollywood :)
-le zanzare tigre che mi assalivano
-le lontre e i pantegani dell'Arno
-gli idioti che bloccavano il traffico con le manifestazioni impedendomi di fare gli esami perche' i mezzi pubblici non funzionavano (oh, scusatemi, ma quando ce vo'...)
-I miei conquilini che non si facevano in 4 per favorire l'unica donna della casa
-Quelli che ti fermano ogni volta al mercatino di San Lorenzo con la scusa delle 3 domande per propinarti la tessera dell'euroclub
-sorprendere la mia conquilina con il suo ragazzo in intimi atteggiamenti
-i fiorentini d.o.c. (campanilisti ed esclusivisti)
- i maniaci sdrusciatori nel tram
- i maniaci che ti seguono a casa
- il vecchio che si masturbava sull'1A.
- la hoppe&la standa (sempre piena di cinesi e con i prezzi assurdi)
-Le tessere della mensa con l'orrida foto arcobanelata per la quale non mi hanno neppure avvertita di sorridere (no comment)
- il triennio sopravissuto a 4 salti in padella e a due etti e mezo di penne panna e tonno (every days......)

11 febbraio 2007

Sunday Doc Sunday


Siamo usciti insieme stamattina.
Abbiamo pranzato con una coppia di suoi amici e poi siamo stati a un mercato dell'antiquariato.
Chiedeva i miei consigli e ha comprato una statua che ci piaceva.
Ci hanno scambiati per moglie e marito (ok lui...ma io sembrero' davvero cosi' vecchia??)
Sarebbe dovuto andare a casa all'una, ma siamo rimasti a girare tra mobili antichi e gioielli fino alle 5.
Quando ci siamo lasciati mi ha detto che gli avrebbe fatto piacere se fossi andata da lui, ma doveva preparare una conferenza per giovedi'.
Mi ha chiesto cosa avrei fatto per cena (sarebbe dovuto uscire con degli amici) ma poi ha ritrattato (forse non ho molta padronanza con i nervi delle mie espressioni ultimamente..devo avrene fatta una affranta).
Ci siamo lasciati con il suo "Bhe', ci sentiamo...", ma poi gli ho mandato un sms "..merendina?" per chiedergli se voleva un the per fare un break...non ha risposto.
Forse non si capiva neppure bene quello che volevo intendere, con il senno di ora.
Perbacco.
Mi piace. Mi piace ma sono molto ferrea, con lui e con me stessa.
Certe cose ti cinizzano. Rischio di diventare come la vecchia nana bionda, il che mi fa paura.
Ma lui mi piace molto. E' il classico uomo che mi ispira, quello colto, con la casa zeppa di libroni e con opere cosmopolite mixate nel tutto, giocoso e impostato nella sua serieta' camuffata.
Una mia amica una volta descrisse l'uomo della sua vita come "uno con sotto il braccio un giornale e dall'altra parte una baguette". Ora convive con un giornalista casalingo. :)
Io....bhe'...diciamo che vorrei un uomo con in mano un libro, un giocattolo e una scatola di cioccolatini. Anche se lui con lo stetoscopio non mi dispiace affatto.

06 febbraio 2007

Come fare i preziosi

Come evitare di rispondere a una chiamata quando si desidererebbe rispondere ma la coscienza lo impedirebbe?
Come evitare di rispondere a una chiamata senza perdere le altre, spegnendo il cellulare o lasciandolo in modalita' "Silenzioso"?
...
basta attivare il "silenzioso" come opzione di suoneria differenziata per quella determinata persona, cosi' non si vedra' quella chiamata ma allo stesso tempo non si perderanno le altre.
Come evitare di richiamare dopo che si nota tra le "chiamate non risposte" il nome che il cuore agogna e l'orgoglio e la coscienza disdegnano?
...tutti hanno delle pecche che rimandano ogni volta con delle scusanti barcollanti (tipo pulire l'armadietto dei detersivi, ordinare la stanza, riordinare i libri in ordine alfabetico o leggere tutto lo zanichelli inglese - russo...ecco: si fanno proprio queste cose, ripromettendosi che si richiamera' solamente e senza scusanti dopo averle finite...passeranno giorni...
E se s'e' persa una chiamata importante? ...uno dei trucchi piu' comuni e' pensare all'ultimo posto in cui s'e' vista e cominciare a cercarla da li'. (questa e' una perla di saggezza Laurica registrata)