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29 gennaio 2008

Per una persona che frequenta poco e scrive raramente.. :)




Io credo che non esistano momenti sbagliati.
Io credo che tutto ciò che accade sia un segno. Nulla succede per caso, mai.


Io credo che ogni uomo sia come la terra.
Ogni uomo possiede i suoi deserti silenziosi, mutevoli e introspettivi.

Ogni uomo è dotato di colline soleggiate e ambiziose, di montagne riflessive e contemplative, di mari e di oceani di sogni e libertà, di punte di ghiaccio difficilmente scalfibili.

Io credo che qualsiasi legge del mondo sia individualizzabile.

Vento, pioggia, neve, ad esempio, sono momenti che lasciano sempre un segno.
Le carezze del vento sono lievi, dolci, giocose. Oppure dure e decise, addirittura dolorose.

A volte sradicano foreste di radicate convinzioni, altre volte carezzano dolcemente il terreno, sussurrando e creando musica e sollievo nell'anima. A volte danzano giocose con i nostri pensieri più leggeri, che come foglie si librano nell'aria trasportati da fili invisibili, oppure trasportano messaggi lontani, come la sabbia del deserto.

A volte siamo preparati al vento. Altre no.

Ma vivere di paura non è vita.


Le parole della pioggia penetrano il nostro cuore facilmente, se reso permeabile. In alcuni casi possono impiegare molto tempo, scavando faticosamente e a lungo per creare una loro storia.

Possono ripercuotersi impetuose quando sono seguite da tuoni imperanti, oppure alleviare dolore permettendo di riscoprire i profumi del bosco. Musicali, scandite, possono creare eco fondamentali.

A volte sappiamo ascoltare. Altre no.

Ma vivere solo di noi stessi non è vita.


La materna neve copre con apprensività ogni grigiore. Ci dà la possibilità di tracciare nuove impronte, nuovi pensieri.

Parla, ma solo a chi la sa ascoltare.

Ascolta, ma solo a chi le sa parlare.

Canta, ma solo a chi sa tacere.

La neve è forse la più nobile e la più difficile porta per il risveglio.

Ma la neve è una madre e ha i suoi prediletti; non molti sono coloro a cui fa saggiare del suo odore ancor prima del suo arrivo e a cui permette l'ascolto della sua lunga storia mentre sussurra con il vento, la notte. Non molti sono coloro che salva dalla sua foga quando si imbizzarrisce sulle sommità.


Tutto è regolato da leggi. Ogni avvenimento ha un suo preciso significato.

La nostra vita può essere regolata da continue burrasche, oppure da nobili brezze.

Ma tutto dipende da noi e dalla nostra capacità di gestire, ammortizzare, pazientare e rispettare ogni momento.

Perchè nessun momento e' mai sbagliato. Perche' l'Amore e il vento, i consigli e la pioggia, il il sogno e la neve arrivano sempre al momento giusto: quando meno te lo aspetti.

La vita e' in marzo. :)

03 gennaio 2008

Deja vù

Uscì.
I pensieri risalivano alla gola, lasciando un gusto greve che già conosceva. Era successo di nuovo.

Alzò gli occhi al cielo. Bianco.

Voci in lontananza. Qualche auto.
Freddo, forse. Ma lui non sentiva più nulla, oramai.
La neve gli bagnava il viso. Lui cercava di scrutare qualcosa, oltre a quella cascata di latte.
Ma era impossibile. I cinici fiocchi continuavano ad annebbiarlo.
Vite che si annerivano sulle sue mani. Danzavano nel vento, e poi si amalgamavano nellìaudace essere dell'anima.
Camminò.
Nessun rumore. Nessuno. Solo lui, in un paesaggio di candida stoffa.
Il suo respiro era sempre più affannato nell'incedere della mente.
La neve lo avvolgeva e nascondeva la sua figura, che appariva sfocata. Come sempre, del resto.
Era vero? O solo un bluff?
Sembravano voler scrutare nella sua anima, quegli occhi incerti, vissuti, (maledetti?), avvolgenti.
Accellerò il passo, quasi a voler fuggire dai pensieri che lo circondavano, avvolgendolo come i figli dell'inverno danzano prima di morire posandosi sulla realtà.
Si posò a terra. Soffice. Si lasciò avvolgere in un paesaggio di stoffa.
Era successo di nuovo.
Era un drogato? ..forse si era semplicemente innamorato. Forse aveva tradito la compagna. Forse era semplicemente alcolizzato.
Forse no. Magari era solo un fiocco di neve che si confondeva con gli altri perche' non è possibile distringuerne le differenze se non dopo un'accurata analisi. Era solo una storia, mentre danzava.
Questa e' solo la sfaccettatura di un personaggio reduce della mia mente dopo una notte di alcool e serietà. Questo e' il modo in cui vediamo gli altri. Tramite sfaccettature.
Possono incuriosirci e indurci nel silenzio a giocare con loro nella danza della neve. ma solo a chi li segue lunga la loro scia, distinguendoli dagli altri. Oppure possono rimanerci indifferenti, apparire un semplice numero...
Non potremo mai conoscere pienamente la danza della tribù dei cristalli.

24 marzo 2007

Nuovi occhi


Una diversa prospettiva puo' cambiare molte cose.
La vita e' come questo quadro.
Ci si puo' scorgere una ragazza timidamente voltata con lo sguardo diretto verso il profondo sconosciuto, o il viso rugoso di una vecchia saggia dagli occhi sereni, piegata dolcemente dal peso dell'eta'.
Lei fragile, derisa. Giocata crudelmente da anime sporche che, dopo aver fatto crollare le sue difese riuscendo a raggiungere i suoi piu' deboli lati, avevano reso amari i suoi sentimenti piu' profondi.
La sua fede nell'Amore era crollata come crollano le certezze di un ubriacone davanti ad un bicchiere. Il suo bicchiere. Quell'amato bicchiere di whiskey con cui, seduto solo al bancone del bar, accantonando mestamente la sua vita, quel fuggiasco da sogni infranti cercava ostinatamente di trovare felicita'; quel bicchiere che irriverente si ostinava a deriderlo e a beffarlo. Anche lui, come gli altri. Sembrava guardarlo e ridere di lui, quel pezzo di vetro; poteva disporre di lui, lo aveva nelle sue grinfie, e come un sapiente predatore sembrava conoscere come afferrare celermente la sua preda colpendola nel lato piu' debole.
Quel bicchiere prima amato, poi temuto, poi odiato...ma sempre strenuamente ricercato nella flebile e costante speranza di trovarci dentro qualcosa di vero, qualcosa di diverso.
Quel bicchiere che sembrava poter colorargli la vita, dargli gioia e speranza...
Quel bicchiere che lo cancellava dentro.
Si sentiva volatilizzata, annullata, inutile, lei.
Aveva amato alla follia.
Aveva amato cosi' tanto da non smettere mai di ringraziare Dio.
Aveva amato cosi' tanto che sentiva Dio. Era piu' forte, era piu' coraggiosa, piu' pronta. Era vera. La sua anima altro non aspettava che donarsi e rifarlo ancora, per la sola gioia di poterlo fare, con la sola speranza di poter dare felicita'.
Aveva amato cosi' tanto dal commuoversi di poter provare un sentimento cosi' grande, cosi' disinteressato, cosi' nitido, vero, pulito. Cosi' vibrante.
Aveva amato cosi' tanto che si sentiva troppo poco per poter contenere tutto l'Amore che la vestiva.
Aveva amato cosi' tanto da non poter ritrovarsi a non poter amare piu'.
Lei era rimasta senza lei.
Non aveva mai smesso di credere nell'Amore, poiche' senza amore un essere umano e' solo una meta' inutile. Ma il suo amore era stato rifiutato, giocato, deriso, incompreso, deluso, annullato, sporcato.
La sicurezza della sua esistenza era stata una certezza; divenne poi una speranza, poi un dubbio, poi una delusione.
Si ritrovo' con il bicchiere vuoto.
E continuo' a versare. Continuo' a versare per dimenticarsi di se stessa.
Spari', tra le risate di chi giudica senza sapere, tra le ombre di indici bigotti che la indicavano per preservare la loro integrita', tra gli occhi indiscreti di chi mormora scuotendo il capo.
Non era facile continuare a fingere di essere felice, in un mondo che non capiva l'Amore che avrebbe voluto dare.
Non era facile per lei essere lei, fragile e sensibile, profonda e dolce, quando il mondo le affibiava il ruolo di seduttrice usauomini.
A cosa serviva spogliarsi di se' senza dare amore?
A cosa serviva poter avere tutti gli uomini che voleva quando avrebbe potuto sfruttare, ma non voleva? Quando a farlo erano invece gli altri?
A cosa serviva non spogliare l'anima del proprio corpo?
Meglio versare, che non osare l'Amore.
A cosa serviva svegliarsi al mattino vestita di un profumo non suo, coperta da un corpo sconosciuto servito solo a dimenticare la solitudine?
Meglio dimenticare la solitudine in un bicchiere, svuotando se stessi in un pezzo di vetro, che svuotarsi in un falso dono.
Meglio un risveglio con un alito cattivo, che l'amaro risentimento del gusto greve del sangue della vittima di un cannibale.
E continuo' a versare. E a bere.
Dimenticarsi e' da codardi. E lo sapeva. Ma non poteva piu' rischiare. Non voleva piu' rischiare.
Meglio dimenticarsi che essere continuamente riempiti e svotati di effimeri sorsi di felicita'.
Finche' un giorno, mentre al bancone del bar riempiva l'ennesimo bicchiere di whiskey, a fatica, rovesciandone parte sul tavolo, le si avvicino' un ragazzo.
E senza puntarle il dito contro,
senza scuotere il capo,
senza mormorare per preservare la sua integrita',
la ascolto'.
E divenne il suo bicchiere.
Scusatemi se fatico a scrivere costantemente.
Ma ho un bicchiere da riempire e da bere. :)

03 dicembre 2006

Sempre in attesa, posso chiamare la mia pazienza "Amore"?

(William Shakespeare)

09 ottobre 2006

Perfino quando la scelta e' concorde,
la guerra, la morte, la malattia assediano l'Amore,
lo rendono momentaneo come un suono,
furtivo come un'ombra, fuggevole come un sogno,
breve come un lampo che in una notte nera
sveli, ad un tratto, cielo e terra,
ma, prima che si possa dire "Guarda!",
le mascelle del buio l'hanno divorato.
Cosi' in un istante svanisce ogni cosa che brilla.

[Lisandro, "Sogno di una notte di mezza estate", W. Shakespeare]

28 settembre 2006





Procedi con calma tra il frastuono e la fretta, e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio.
Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieni i buoni rapporti con tutti.
Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza e ascolta gli altri : pur se noiosi e incolti hanno anch’essi una loro storia.
Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito.
Se insisti nel confrontarti con gli altri, rischi di diventare borioso e amaro, perche' sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.
Godi dei tuoi sogni, e anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile: essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.
Usa prudenza nei tuoi affari, perche' il mondo e' pieno d’inganno. Ma questo non ti renda cieco a quanto vi e' di virtu': molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita e' colma di eroismo.
Sii te stesso.
Soprattutto non fingere negli affetti.
Non ostentare cinismo verso l’Amore perche', pur di fronte a qualsiasi delusione e aridita', esso resta perenne come il sempreverde.
Accetta docile la saggezza dell’eta' lasciando con serenita' le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d’animo per difenderti nelle calamita' improvvise. Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono dalla stanchezza e solitudine.
Al di la' di una sana disciplina, sii tollerante con te stesso.
Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle ed hai pieno diritto d’esistere e convinto o non che tu ne sia, non v’e' dubbio che l’universo si stia evolvendo a dovere.
Percio' sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di lui.
E quali che siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza, mantieniti in pace col tuo spirito.
Nonostante i suoi inganni travagli e sogni infranti, questo e' pur sempre un mondo meraviglioso.
Sii prudente.
Sforzati d’essere felice.

[da uno scritto ritrovato nella Basilica di San Paolo]


E' uno scritto che mi ha sempre fatto trovare luce e gioia.
Tornando a casa dovevo comprare la tessera pass per il traforo; avevo solamente 50 euro, e la macchinetta automatica non li accettava. Sono andata dalla tipa che era dietro in macchina per chiederle se poteva essere cosi' gentile da cambiarmeli.
Era una donna. Avra' avuto 45 anni. Piangeva. Piangeva e si e' sentita imbarazzata e ha cercato di asciugarsi le lacrime quando sono arrivata.
Mi sono sentita importuna e incapace. Non sapevo se avrei dovuto chiederle se aveva bisogno di conforto o fingere di non aver visto quelle lacrime che ancora scendevano.
E ho finto. Ho fatto come la maggior parte della gente farebbe, peggiorando cosi' il mondo.
Quando sono risalita e ripartita me ne sono pentita. Ho immaginato il peggio...magari voleva suicidarsi...
Spero che la magia di questo scritto le arrivi.


E volevo aggiugere in risposta al post cancellato che non sono vuota.
Solo che a volte ci si difende dal freddo con il freddo.

23 luglio 2006

EPITAFFIO




Dopo anni di onorato servizio, ha cessato di essere mia alla luce di luglio del 2006.

Mai mi abbandonasti, mai ti dimentichero', compagna di mille sventure e avventure.

Con i tuoi rumorini e rumoroni e le tue perdite strane, con il rumore del tuo motore affaticato dai piu' di 120.000 km percorsi nel lungo corso della tua vita, lo scotch nero da elettricista che teneva uniti tutti i pezzettini instabili e graffiati, soprattutto lo specchietto lato pilota...

Con quella strana tosse e raucedine che sembravi avere, i tuoi segni del tempo, incancellanbili anche dal piu' sofisticato ritrovato L'Oreal, i rumori che con encomiabile creativita' ripetevi e incuriosivi senza ripeterti mai, i problemini che ti inventavi ogni giorno come un ipocondriaco...mi ero affezionata a te.

Le corse affannose per i sorpassi e i ritardi, le sonate di clacson al solito mona che al semaforo si mette nella corsia sbagliata per passarti avanti, i lunghi tratti per andare a prendere caffe' con l'inglese (avessi almeno preso un the'!), l'incidente con il guard rail piegato ad angolo retto per arrivare alla Dainese, tutte le volte che il meccanico della Dainese ti ha messa a posto...

...i tuoi sedili non reclinabili che non mi hanno facilitato l'esperienza sessuale nel durante e post adolescenza...

mi mancherai.

Ode a te, Clio.




La mia nuova macchina...


La mia macchina x ora... :)

13 luglio 2006

I delitti sono proporzionati alla purezza della coscienza,
e quello che per certi cuori e' soltanto un errore,
per alcune anime candide assume le proporzioni di un delitto
(Honore' de Balzac)

02 luglio 2006

W anting A R aison




La strategia e' la via del paradosso.
Cosi', chi e' abile, si mostri maldestro;
chi e' utile, si mostri inutile.
Chi e' affabile, si mostri scostante;
chi e' scostante, si mostri affabile.
Coloro che non sono del tutto consapevoli
dei danni derivanti dall'applicazione delle strategie
non possono essere neppure consapevoli dei vantaggi
derivanti dalla loro applicazione.
Chi in cento battaglie riporta cento vittorie,
non e' il piu' abile in assoluto;
al contrario, chi non da' nemmeno battaglia,
e sottomette le truppe dell'avversario,
e' il piu' abile in assoluto.
C'e' un detto:
"conoscere l'altro e se stessi - cento battaglie, senza rischi;
non conoscere l'altro, e conoscere se stessi - a volte, vittoria; a volte, sconfitta;
non conoscere l'altro, ne' se stessi - ogni battaglia e' un rischio certo".
Gli strateghi vittoriosi hanno gia' trionfato,
prima ancora di dare battaglia;
i perdenti hanno gia' dato battaglia,
prima ancora di cercare la vittoria.
In linea di massima, a proposito della battaglia,
l'attacco diretto mira al coinvolgimento;
quello di sorpresa, alla vittoria.
Quando il nemico si trova a suo agio,
puo' essere messo a disagio;
quando e' sazio, gli si puo' mettere fame;
quando e' stabile,
puo' essere scosso.
La configurazione tattica eccellente,
dal punto di vista strategico,
consiste nell'essere privi di configurazione tattica,
ossia nella condizione "senza forma".
Quando si e' senza forma,
neanche gli agenti segreti piu' profondi sono in grado di spiarci,
ne' gli uomini piu' intelligenti di tramare progetti.
Sii veloce come il vento;
lento come una pianta;
aggressivo come il fuoco;
immobile come una montagna;
inconoscibile come lo yin;
irruento come il tuono.
Sun-Tzu, L'arte della guerra

04 giugno 2006

Storie per un good day

C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone: diceva di avere il cuore piu' bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore piu' bello che avessero mai visto in vita loro, e piu' lo dicevano, piu' il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso. All'improvviso spunto' fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse:"Beh, a dire il vero... il tuo cuore e' molto meno bello del mio." Quando lo mostro', aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della folla, e del ragazzo. Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C'erano zone dove dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene, cosi' il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi. Cosi' tutti quanti osservavano il vecchio, colmi di perplessita', domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello. Il giovane guardo' com'era ridotto quel vecchio e scoppio' a ridere: "Starai scherzando!", disse."Confronta il tuo cuore col mio: il mio e' perfetto, mentre il tuo e' un rattoppo di ferite e lacrime." "E' vero!", ammise il vecchio."Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai cambio col mio.Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel'ho dato, e spesso ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, cio' che dai non e' mai esattamente uguale a cio' che ricevi e cosi' ho qualche bitorzolo, a cui pero' sono affezionato: ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso! Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini. Amare e' rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che ho provato anche per queste persone...e chissa'? Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa significa avere il cuore piu' bello del mondo?" Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, ando' incontro al vecchio, e gliel'offri' con le mani che tremavano. Il vecchio lo accetto', lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmo' la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente , faceva un piccolo bitorzolo. Poi il vecchio aggiunse:
"Se la nota musicale dicesse:" Non e' la nota che fa la musica..."Non ci sarebbero le sinfonie.
Se la parola dicesse:"Non e' una parola che puo' fare una pagina..."Non ci sarebbero i libri.
Se la pietra dicesse: "Non e' una pietra che puo' alzare un muro... Non ci sarebbero case"Se la goccia d'acqua dicesse:"Non e' una goccia d'acqua che puo' fare un fiume non ci sarebbero gli oceani"Se l'uomo dicesse: "Non e' un gesto d'amore che puo' rendere felici e cambiare il destino del mondo non ci sarebbero mai ne' giustizia, ne' pace, ne' felicit? sulla terra degli uomini".
Dopo aver ascoltato, il giovane guardo' il suo cuore, che non era piu' "il cuore piu' bello del mondo", eppure lo trovava piu' meraviglioso che mai: perche' l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.


Rob e' il tipo di persona che ti fa piacere odiare: e' sempre di buon umore ed ha sempre qualcosa di positivo da dire. Quando qualcuno gli chiede come va, lui risponde "se andasse meglio di cosi', sarei due persone!". E' un ottimista.
Se un collega ha un giorno no, Rob riesce sempre a fargli vedere il lato positivo della situazione. Vederlo mi incuriosiva e cosi' un giorno gli chiesi "Io non capisco, non e' possibile essere ottimisti ogni giorno, come fai?"
Rob mi rispose: "ogni giorno mi sveglio e mi dico, oggi avro' due possibilita'. Posso scegliere di essere di buon umore o posso scegliere di essere di cattivo umore. E scelgo di essere di buon umore. Quando qualcosa di brutto mi succede io posso scegliere di essere una vittima o di imparare da cio'. Ed io scelgo di imparare. Ogni volta che qualcuno viene da me a lamentarsi per qualcosa, io posso scegliere di accettare le lamentele, o posso scegliere di aiutarlo a vedere il lato positivo della vita. Ed io scelgo il lato positivo della vita."
"Ma non ? sempre cosi' facile" gli dissi. "Si, lo e' " disse Rob, "la vita e' tutta una questione di scelte. Quando tagli via tutto cio' che non conta, e' tutta una questione di scelte. Sta a te scegliere come reagire alle situazioni, sta a te decidere come lasciare che gli altri influenzino il tuo umore. Tu scegli se essere di buon umore o di cattivo umore. Alla fine sei tu a decidere come vivere la tua vita." Dopo quella conversazione ci perdemmo di vista perche' io cambiai lavoro, ma spesso mi ritrovai a pensare alle sue parole, quando dovevo fare una scelta nella mia vita, invece di reagire agli eventi. Ho saputo che Rob aveva avuto un brutto incidente sul lavoro, era caduto da 18 metri di altezza, e dopo 18 ore di sala operatoria fu rilasciato dall'ospedale con una piastra d'acciaio nella schiena. Sono andato a trovarlo e gli ho chiesto come si sentisse: "se stessi meglio sarei due persone" mi rispose, "vuoi vedere le mie cicatrici?" "Ma come fai?" Gli chiesi, "ad essere cosi positivo dopo quello che ti ? successo?" "Mentre stavo cadendo, la prima cosa che mi e' venuta in mente e' stata la mia bimba. Poi mentre giacevo per terra, mi sono detto che potevo scegliere di vivere o di morire. Ed ho scelto di vivere". "Ma non hai mai avuto paura?" "Si, quando mi hanno portato in ospedale ed ho visto l'espressione sul viso dei medici e dei dottori, ho avuto paura, perche' era come se guardassero ad un uomo morto. Poi un'infermiera mi ha chiesto se avessi allergie, ed io risposi "SI". Tutti mi guardarono, ed io urlai: "sono allergico alla gravita'!". Tutti scoppiarono a ridere, ed io dissi: ed ora operatemi da uomo vivo, non come se fossi gia' morto." Rob mi ha insegnato che ogni giorno abbiamo la possibilita' di scegliere di vivere la vita pienamente. Quindi e' inutile preoccuparsi sempre per il domani, perche' ogni giorno ha i suoi problemi su cui scegliere di vivere, e domani penseremo ai problemi di domani. Dopo tutto, oggi e' il domani di cui ti preoccupavi ieri.


Il pescatore
Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista americano si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto. Si complimenta con il pescatore x la qualita' del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo.
Pescatore: "Non ho impiegato molto tempo"
Turista: "Ma allora, percha' non e' stato di piu', per pescare di piu'?"
Il messicano gli spiega che quella esigua quantita' era esattamente cio' di cui aveva bisogno x soddisfare le esigenze della sua famiglia.
Turista: "Ma come impiega il resto del suo tempo?"
Pescatore: "Dormo fino a tardi, pesco un po', gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via cosi', trascorro appieno la vita."
Turista: "La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darLe utili suggerimenti su come migliorare. Prima di tutto Lei dovrebbe pescare piu' a lungo, ogni giorno di piu'. Cosi' logicamente pescherebbe di piu'. Il pesce in piu' lo potrebbe vendere e comprarsi una barca piu' grossa. Barca piu' grossa significa piu' pesce,piu' pesce significa piu' soldi, piu' soldi piu' barche! Potra' permettersi un'intera flotta!! Quindi invece di vendere il pesce all'uomo medio, potra' negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potra' suo tempo aprirsene una Sua. In seguito potra' lasciare il villaggioetrasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a NewYork!! Da li' potra' dirigere un'enorme impresa!"
Pescatore: "ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?"
Turista: "20, 25 anni forse"
Pescatore: "....e dopo?"
Turista: "Ah dopo, e qui viene il bello, quando il suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potra' vendere le azioni e guadagnare miliardi!!!!!!!!!!!"
Pescatore:"...miliardi?.......e poi?"
Turista: "Eppoi finalmente potra' ritirarsi dagli affari, e concedersi di vivere.....in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po' di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo e giocando in allegria!"

:))))

08 maggio 2006

L.I.F.E. is now

Innamorarsi.
Ridere cos? forte che ti fanno male le mascelle.
Una doccia calda.
Nessuno in coda davanti a te alle casse del supermercato.
Uno sguardo speciale.
Ricevere posta.
Fare un giro in macchina in una stradina bellissima.
Accendere la radio proprio quando stanno trasmettendo la tua canzone preferita.
Restare sdraiato a letto ad ascoltare la pioggia.
Il profumo degli asciugamani caldi stesi al sole.
Trovare la maglia che cercavi in saldo a met? prezzo.
Un vasetto di Nutella.
Una telefonata a qualcuno lontano.
Un lungo bagno di schiuma.
Una bella chiacchierata.
La spiaggia.
Trovare un biglietto da 50 nella giacca dello scorso inverno.
Ridere di te stesso.
Le telefonate di mezzanotte che durano ore.
Correre sotto gli acquazzoni estivi.
Ridere senza ragione.
Avere qualcuno che ti dice che sei bellissima.
Gli amici.
Ascoltare accidentalmente qualcuno dire qualcosa di carino su di te.
Svegliarti nel cuore della notte e realizzare che hai ancora qualche ora per dormire.
Conoscere nuovi amici o trascorrere un po' di tempo con quelli vecchi.
Avere qualcuno che gioca coi tuoi capelli.
Fare un bel sogno.
Una cioccolata calda.
I viaggi in macchina con gli amici.
Salire su un'altalena.
Incartare i regali sotto l'albero di Natale mangiando biscotti e bevendo un bicchiere di latte.
Vincere una sfida veramente competitiva.
Trascorrere il tempo libero con i tuoi migliori amici.
Vedere i sorrisi e sentire le risate dei tuoi amici.
Tenerti per mano con qualcuno a cui vuoi bene.
Fare un regalo ad un amico e poi osservare l'espressione sul suo viso mentre apreil pacchetto e scopre che contiene il regalo che cos? tanto desiderava.
Guardare l'alba.
Alzarti dal letto al mattino e ringraziare dio per questo.

05 aprile 2006

__________

















[foto: William Blake, visione]
I tuoi sguardi saggi
sospendono
i miei respiri ed
escudono le mie ragioni,
mentre l'arcano villaggio ode sordi richiami
nella tiepida e nebbiosa luce del giorno.
Sorvolo con la mia mente
Paesaggi di stoffa.
Tremanti e timidi pensieri
si intrecciano
nella frizzante brezza,
ignari del mondo,
come gli uccelli che dietro le nuvole
nascondono agli occhi mortali i loro giochi d'amore.
Rigidi i sospiri passati, ancora smembrati dalle agiili menti
che controllano
avvertono
agitano
scaturiscono
dall'inconsapevole vissuto.
Mani ardono
nella disperata
ricerca
di voluttuose Verita'
nascoste negli animi gai.

18 febbraio 2006

Old Boy


Se RIDI,

tutto il mondo RIDERA' con te;



se PIANGI,

PIANGERAI da solo.

17 gennaio 2006

***_ _ _***

































Il tuo silenzio oscura lento le mie ragioni.
Uccidendomi con sottile piacere,
le tue mani

come serpi
si avvinghiano sul mio cervello
inondato dalle tue menzogne,
che rivesto ingenuamente
di ragionevoli e assurde scuse.
Controlli il mio respiro
per rallentare la mia agonia
e infliggermi ancora duri colpi
nella tua implacabile vendetta.
Vinta dal tuo sguardo deciso,
dal tuo scansare i miei colpi.
Tu,
sordo al mio pianto,
indifferente alla mia sofferenza,
continui
imperterrito
nel tuo scopo.
Io,
incapace,
disarmata,
vinta.
Denudata della mia forza,
della mia dignita',
della mia volonta'.
Costretta
nel forzato legame
tra te e il mio corpo...
Ti allontani soddisfatto.
Nuda,
vestita di odio e paura,
spogliata di me stessa,
rivivo
in ogni intimo istante
la tua indelebile traccia,
le tue mani soffocanti,
il tuo sguardo intriso d'odio,
la tua voce che come una spada
colpiva
i miei scheletri piu' fragili,
ancor piu' del tuo spregevole e malvagio intento.

15 dicembre 2005

Body killer


















La mente decide.
Il corpo uccide.
Lento.
Consapevole.
Ignaro
delle conseguenze.
Conscio
delle motivazioni.
Come rami
le ragioni
si attorcigliano al cervello,
strozzandone i pensieri.
Scorrono
inesorabili e
impavide
in sentieri
di scuse
e immoralita'.
Imperversano
nella vita
negata
offesa
indifesa
come chiodi
conficcati
nella carne
piu' tenera.
Il gusto greve
del sangue
risale
e l'attento ascolto
del corpo
intorbida
l'udito.
Le dita,
serpenti
agitati:
si muovono
nella notte
tiepida
strisciando
circospette.
Tremanti
pensieri
come ragni
tessono ragnatele
di ragioni
per celare
invadenti
indesiderati
futuri.

eTTa

13 dicembre 2005

Romance Sonambulo - Federico Garcia Lorca

Al mio caro zio Federico, che mi ha insegnato a vedere la luce dell'Arte.

BALLATA SONNAMBULA
Verde que te quiero verde.
Verde vento. Verdi rami.
La nave sul mare
e il cavallo sulla montagna.
Con l'ombra alla vita
ella sogna alla sua balaustra,
verde carne, chioma verde,
con occhi d'argento gelato.
Verde que te quiero verde.
Sotto la luna gitana,
le cose la stanno guardando
ed ella non puo' guardarle.
Verde que te quiero verde.
Grandi stelle di brina
vengono col pesce d'ombra
che apre la strada dell'alba.
Il fico sfrega il suo vento
con lo smeriglio dei suoi rami,
e il monte, gatto sornione,
arriccia le sue agavi acri.
Ma, chi verra'? e da dove?...
Ella sempre alla sua balaustra,
verde carne, chioma verde,
sognando l'amaro mare.
- Compare, vorrei scambiare
il mio cavallo con la tua casa,
la mia sella col tuo specchio,
il mio coltello con la tua coperta.
Compare, arrivo insanguinato
dai valichi di Cabra.
- Se potessi, caro amico,
il cambio sarebbe gia' fatto.
Ma io non sono piu' io,
ne' la mia casa e' piu' la mia casa.
- Compare, voglio morire
decorosamente nel mio letto.
Molle d'acciaio, se e' possibile,
con le lenzuola d'Olanda.
Non vedi questa ferita
dal petto alla gola?
- Trecento rose brune
sulla tua camicia bianca.
Il tuo sangue gocciola e odora
alla fascia della tua cintura.
Ma io non sono piu' io,
ne' la mia casa e' piu' la mia casa.
- Lascia almeno che salga
fino alle alte balaustre;
lascia che salga, lascia,
alle verdi balaustre.
Colonnine della luna
per dove rimbomba l'acqua.
Salgono i due compari
alle alte balaustre.
Lasciando una traccia di sangue.

Lasciando una traccia di lacrime.


Tremavano sui tetti


lanternine di latta.


Mille tamburelli di vetro


ferivano le luci dell'alba.



Verde que te quiero verde,

verde vento, verdi rami.


I due compari salirono.


Il lungo vento lasciava in bocca


uno strano sapore


di fiele, di menta e basilico.


- Dove sta, dimmi, compare!


Dove, la tua ragazza amara?


- Quante volte t'ha aspettato!


Quante volte t'aspetto',


viso fresco, nera chioma,


a questo verde balcone!



Sulla faccia della cisterna

la gitana si dondolava.

Verde carne, chioma verde

con occhi d'argento gelato.

Un ghiacciolo di luna

la sorregge sull'acqua.

La notte si fece intima

come una piccola piazza.

Guardie civili ubriache

alla porta bussarono.

Verde que te quiero verde.

Verde vento. Verdi rami.

La nave sul mare.

E il cavallo sulla montagna.


Mi piacerebbe sapere che cosa succede all'inizio della fila quando sono nel traffico.
Mi piacerebbe essere vento (di primavera :) - e' la mia idea di femminilita') e girare il mondo.
Mi piacerebbe che tutti avessero una speranza e dei sogni.
Mi piacerebbe che tutti credessero nella magia nella Vita.
Mi piacerebbe raccontare il male che provo alla persona che amo.
Mi piacerebbe essere qualcuno per qualcuno.
Mi piacerebbe essere aria e sentire cosa dicono gli altri di me.
Mi piacerebbe che ci fossero solo rapporti disinteressati.
Mi piacerebbe che qualcuno si interessasse a me per quello che sono e non per come sono.
Mi piacerebbe sapere la Verita'.
Mi piacerebbe essere a Parigi.
Mi piacerebbe avere qualcuno che mi cucini qualcosa perche' ora devo farlo io...e sono peni!
Mi piacerebbe avere una Vera Amica.
Mi piacerebbe parlare con Dio.
Mi piacerebbe capire piu' di quanto non capisca.

01 dicembre 2005

Preghiera di Santa Teresa

Possa oggi esserci la pace.
Possa tu avere fiducia nelle tue possibilita' e che tu sia esattamente dove avresti voluto essere.
Possa tu non dimenticare le infinite possibilit? che nascono dalla fede.
Possa tu usare questi doni che hai ricevuto e trasmettere l'amore che ti e' stato donato.
Sii contento di sapere di essere figlio di Dio...
Sia questa presenza fissata nelle tue ossa, e permetti alla tua anima di essere libera di cantare, ballare, glorificare e amare.
Sia cosi' per ognuno di voi .

14 ottobre 2005

WAIE

Semplice
parlare con te
dietro un telefono
ascoltarti ridere
capire che e' dolce
e solo per un attimo
ignorare i brividi
che non senti piu'.
Amore raccontami...
Amore racconta l'inverno che c'e'
Tu...
distante
sei cosi' grande
da farmi perdere
sono qua
a rincorrere parole,
inventare ancora scuse
...Accorgermi che
non sei piu' parte di me.
Nelle stanze del mio cuore
ti ho sentito piangere
un amore inutile
ti ho visto
deluso
sempre piu' lontano
una stella pallida
che non brilla piu'.
Amore raccontami...
Amore racconta l'inverno che c'e'.
Tu...
distante
sei cosi' grande
da farmi perdere
sono qua
a rincorrere parole,
inventare ancora scuse
...Accorgermi che sembra impossibile.
Piove e ormai non ho piu' domande e poi...
Ora e' tardi ci sentiamo piu' avanti se vuoi
...
amore dove sei?

19 settembre 2005

Nostalgia di oggi...


Firenze lo sai non e' servita a cambiarla
La cosa che ha amato di piu' e' stata l'aria
Lei ha disegnato ha riempito cartelle di sogni
Ma gli occhi di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano

Caro il mio Barbarossa, studente in filosofia
Con il tuo italiano insicuro certe cose le sapevi dire
Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so
Una donna da amare in due in comune fra te e me
Ma di tempo c'e' ne, in questa citta'
Fottuti di malinconia e di lei

Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c'e' piu' nessuno che mi parli ancora un po' di lei
Ancora un po' di lei
E non c'e' piu' nessuno che mi parli ancora un po' di lei
Ancora un po' di lei
Ricordo i suoi occhi strano tipo di donna che era
Quando getto' i suoi disegni con rabbia giu' da Ponte Vecchio
"Io sono nata da una conchiglia" diceva
"La mia casa ? il mare e con un fiume no, non la posso cambiare"

Caro il mio Barbarossa, compagno di un avventura
Certo che se lei se n'e' andata no, non e' colpa mia
Oh lo so, lo so, lo so, la tua vita non cambiera'
Ritornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia

Ma io che faro' in questa citta'
Fottuto di malinconia e di lei
Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c'e' piu' nessuno che mi parli ancora un po' di lei
Ancora un po' di lei...............................

E non c'e' piu' nessuno che mi parli ancora un po' di lei
Ancora un po' di lei