
Quando ero una bambina la società in cui vivevo ero gerarchicamente organizzata come l'odierna, solamente che i marketinghisti dell'epoca, ancora alle prime armi con la teoria "customer satisfaction", non sottovalutavano la grande intelligenza e incorruttibilità dei bambini, a discapito di quella dei grandi. Un bambino era infatti poco influenzabile da pubblicità insulse o da bionde stupide e gonfiate con i relativi calciatori dal bell'aspetto e dal poco gusto e dalla limitata cultura che sanno solo informalmente salutare con tanti sbaciucchi ed effusioni.
Se desideravo qualcosa da bambina, i miei criteri di scelta erano serissimi: il colore, il gusto, la sorpresa, la magia, il rumore, il sogno... Ero uno dei bambini italiani stampati in quegli anni in mille esemplari, un folgorante esempio di componente del target kinder: volevo la sorpresa, il gioco e . . . il cioccolato. Se poi era più latte e meno cacao, che importava? Sapeva di cacao comunque, le sorpresine erano meravigliose, con il risultato che faceva contenti mamme e figli. Spesso capitavano le macchinine a retroricarica: le odiavo... Appena aperto il classico ovetto giallo, che a ogni ragazzo over25 italiano ora fa scendere una lagrimuccia in ricordo della gioventu', bisognava fare molta attenzione a dividere i pezzi dalla intelaiatura plastica in cui erano incastonati. Occorreva dividerli sapientemente, senza gettare nulla di indispensabile alla costruzione. In quegli anni ho maturato l'idea che fare il meccanico non poteva essere il mio destino: gettavo le ruote, il pezzo di congiunzione tra esse o montavo il motore al contrario, con il risultato della retromarcia incorreggibile oppure, peggio, di una partenza eternamente falsa.
Gli ovetti odierni non stimolano piu' la capacità applicativa meccanica o realizzatrice di progetti come facevano quelli che esitevano quando eravamo piccoli noi: mi sono ritrovata a dover montare un paio di occhiali supersonici non presenti sul personaggino solo perche' non ci sarebbe stato dentro nella confezione... le macchinine hanno i pezzi gia' divisi all'interno (con il conseguente nervoso di chi invece ha passato ore con il cioccolato semisciolto a scervellarsi) e le figurine da attaccarci sopra sono quasi inesistenti. Pure il bambino delle barrette hanno cambiato.
Senza pensare al fallimento della ditta LEGO, una ditta che ha generato uomini duri e solidi al confronto di chi ora passa ore a casa a smanettare poke-mon goloidi o playstation 3.
Le sorpresine di un tempo erano favolose. Purtroppo gli esperti aziendali si sono resi conto che, arrivati a snellire la produzione, l'ingente costo del prodotto era rappresentato proprio dalle sorprese.
L’esempio piu' eclatante e' quello delle bellissime merendine del mulino bianco che con le sorprese da collezionare ha spinto le mamme ad una rassegnazione degna di un buddista e i bambini alla bulimia conclamata. Al supermercato il mio unico pensiero era quello di arraffare il maggior numero di confezioni e distruggere la scatola per accaparrarmi l’oggetto del desiderio. Tenevo piu' alla sorpresina che alle merendine, anche se devo dire che il tegolino che Clementina mangiava offerto sempre dall'invisibile e combattivo Mugnaio Bianco non mi dispiaceva... La sorpresa era confezionata in una scatolina da fiammiferi con sopra l’immagine del mulino nella prateria sotto un cielo azzurro. Le sorprese erano gomme a forma di merendine smontabili (cornetti, crostatine, biscotti) o giochi, anche di societa'. Tutti a scuola avevano nell'astuccio la gommina, ancora illibata nella scatolina o smangiucchiata a metà a causa di matite distratte. I brufoli e la ciccia erano meno, forse solo perche' non stavamo tutto il giorno a spippettare un cellulare o una playstation, ma uscivamo a giocare fino a quando volevamo (perche' eravamo sempre irraggiungibili, non avendo cellulare ]:) e inoltre non sapevamo neppure leggere l'orologio....)
Ogni prodotto che regalava gadget ne proponeva di bellissimi.
I bambini decidevano su qualsiasi prodotto casalingo, e tutto andava bene.
"Dixan", regalava la pantera rosa, Iridella o Garfield.
I bambini piu' Adamsosi volevano "Lavasbianca", che rispondeva alla concorrenza regalando la sua mascotte, i fantasmini che si illuminavano al buio come i luciotti. Per i bambini piu' tristi e alla ricerca di compassione (me :) ), Ava regalava Calimero, il pulcino che nessuno voleva perche' era piccolo e nero.
Con dentifricio Paperino's le tue matite erano sempre divertite con le molle sulla punta e un pupazzo di gran punta.
Cacao "Sprint" aveva sempre una sorpresa, ma era l'unico che compravo solo per il cioccolato. Ovomaltina non aveva sorprese ma ti legava la bocca per un mese. Nutella aveva le figurine o i giochini sotto il tappo. Nesquik, oltre a rendere il latte prelibato con il suo sapor di cioccolato, ci deliziava con graziosi esserini ritrovabili in bustine nel fondo del contenitore di plastica, tra cui riemergono dischi volanti di supereroi (Batman, Superman..) e le monete romane di Asterix. I primi erano dischetti di plastica con il simbolo del supereoe, che si potevano lanciare usando come leva uno stecchetto che andava meso in una fessura del disco, le monete di Asterix erano fantastici pezzi di metallo contorto che rappresentavano gli imperatori romani e avevano un suntuoso raccoglitore per la imperitura conservazione...Mitico del Nesquick la mascotte "Nesquickino" giallo a ricarica che un giorno ho aspettato per due ore davanti ad una tazza di latte perdendo il pulmino per la scuola e trovando mia madre, al ritorno da lezione, irrimediabilmente arrabbiata per l'apparente scusa. In casa mia dopo quell'episodio non giro' piu' Nesquick.
Come dimenticare poi i regali delle patatine? Noi si' che di patatine ce ne intendavamo: una specie di pipa in cui si soffiava per far restare in aria una pallina di plastica, un tubetto di plastica in cui si soffiava e che tramite una piccola ventola produceva il classico suono "wooshhh..". E ancora, i glitters, le sorprese tutte brillantate e glassate che si attaccavano e staccavano dai vetri..
E sara' mai possibile dimenticare i Melody Pops, i meravigliosi lecca lecca a forma di fischietto? Il bastoncino era una matita colorata che prestavi ai compagni antipatici dopo averla ben sbavata senza riuscire mai a togliere l'appiccicaticcio, oppure era dotato di uno stantuffino per modulare il suono e intonare le graziose canzoncine che si trovano dentro la carta.
Con Topolino si vincevano i pezzi per costruire accessori da giovane marmotta come il topobinocolo o il topotutto o la cartella della Topotombola della UPIM, con i numeri sotto la patina argentata da grattare a seconda di cio' che diceva l'ex signora Celentano in bianco vestita la serata Disney, prima del cartone animato del lunedi'.
E le buste a sorpresa per lui e per lei da 10.000 lire, in cui trovavi delle carabattole che pero' sembravano essere meravigliose? Bho...saro' una nostalgica, ma ora non solo le sorprese di una volta non esistono piu', ma te le devi anche guadagnare.
Diventano infatti tue a patto che tu cancelli la patina argentata che cela il codice da dire o digitare quando richiesto dalla voce elettronica guida in seguito alla chiamata al numero verde dell'azienda con il modico costo di E3/min. Una persona su 100 sara' selezionata per partecipare al concorso e poter ricevere a casa tua, senza alcun impegno, un meraviglioso portachiavi in plastica dei poke-mon goloidi.
Se proprio mi capita di comprare merendine per la sorpresa, mi rendo conto della difficolta' dei ragazzini di ora. Poi ci chiediamo perche' sono senza ambizioni e sogni...ovvio che vogliono tutto subito, si son stancati di dover faticare anche per un portachiavi di plasticaccia..
Se proprio mi capita di comprare merendine per la sorpresa, mi rendo conto della difficolta' dei ragazzini di ora. Poi ci chiediamo perche' sono senza ambizioni e sogni...ovvio che vogliono tutto subito, si son stancati di dover faticare anche per un portachiavi di plasticaccia..
...la gente si chiede poi chi compri le vecchie sorpresine in vendita su e-bay a quei prezzi esorbitanti.....IO!

