
2 giorni a Milano per ricerca.
Uno in giro a negozi, uno a MilanoUnica.
10 ore di cammino di media al giorno.
- sono dimagrita di tutto quello che solitamente calo in un anno in due soli giorni...
- ho fatto il movimento che solitamente pratico nell'arco di un anno...
- Mi sono impienata i piedi di vesciche per le scarpe ultracomode che ho messo (cavolo, avrei capito con i tacchi...ma quelle di Paciotti brillano per comodita'...forse e' la mia camminata che non va...)
- Ho scoperto come gli italiani stiano sempre 10 anni indietro rispetto a Londra e Tokyo...
- Come spesso succede quando si e' in viaggio in treno, mi sono soffermata a riflettere sulla mia vita e sull'incapacita' di gestire i rapporti sociali che sto scoprendo di avere.
- Mi sono resa conto di quanto io sia incompetente
- Mi sono resa conto che il sogno erotico fatto con il mio collega e' davvero irrealizzabile e non so da quale parte del mio inconscio possa essere scaturita un recondito pensiero cosi' impossibile... o lui e' silenzioso, o entrambi non ci acchiappiamo oppure abbiamo semplicemente un diverso passo.
- ho saputo che l' "ora phoenix" e' un locale di Milano. Stavo aspettando che il mio collega tornasse con la birra dal pub e uno mi si para davanti. Era una di quelle classiche facce medie che non ti scordi mai perche' si assomigliano tutte e che ti dimentichi subito perche' non aveva nulla di originale: viso leggermente allungato, un po' tondino in fondo, pacioccone. Barbetta e pizzetto ne' lunghi ne' corti (nella media. La faccia media e' rientrante in tutto e per tutto nei canoni della banalita') occhiali da vista con montatura molto sottile, occhi leggermente a palla sempre sgranati come se volessero guardare con piu' attenzione (poi ti accorgi che hanno lo stesso sguardo anche al buio), bocca carnosa, colorito diafano, vestiti solitamente da sinistroidi.
Pero' questo allo stesso tempo era anche carino...
Mi si avvicina a un palmo dal naso, tanto che mi preparavo ad essere scippata della mia borsa in coccodrillo (apparentemente vera :) ) ma al posto di allungare le mani per portarmi via qualcosa mi si para davanti tipo militare in CAR, con tanto di mani distese sul fianco con indice che segue la cucitura esterno gamba dei pantaloni, sbattimento di tacco e piedi semidivaricati e mi chiede:
"Scusa, sai qual'e' l'ora phoenix?" con un semisorrisino MEDIO stampato in faccia del tipo "Mi', ti sto a pigliar pel culo, e i miei amici se la stan godendo qui dietro a guardarti mentre ti chiedo la prima cazzata che mi passa pel capo...)
Io sgrano gli occhi e penso (cavoli, questo mi sta a pigliar pel culo)...ma il suo sorriso era molto giocondo, enigmatico...non si capiva se era un sorriso di scherno oppure se magari fosse una sua paresi (e mi e' gia' capitato spesso di fare figure escrementali per questo motivo...). Quindi temporeggio:
"Scusa?"
Lui, sempre con il solito sorriso marchiato: "Sai qual'e' l'ora phoenix?"
Non avevo capito male...che fare? Eliminata la supposizione della paresi facciale, dato che ben armonizzava mascella, mandibola, dentatura e resto senza dover recarsi al reparto macello facciale per migliorare, non potevo non rispondere...pensavo fosse una specie di prova di coraggio, un antitimidezza poco spiritoso (solitamente io e Giugi giriamo per i locali ultrapieni chiedendo cose di ben altro genere, che suscitano ilarita' o imbarazzo, tipo quando ci avviciniamo all'uomo di turno sussurrandogli all'orecchio "scusa, non e' che per caso hai una supposta?" --------------lo so che suona macabro...ma a noi piace vedere le facce di reazione........ :) )
Alche', dato che non avevo la minima idea di che rispondere, prendo per buona una delle due parole e guardo l'orologio...vuoi mai che il medioman avesse una donna a Phoenix e mi volesse chiedere se sapevo com'era il fuso orario...o magari voleva semplicemente l'ora di Milano e per un difetto di pronuncia o per scaramanzia terminava le frasi con fenix...
Fatto sta che sorride.
Perfetto, non era una paresi---
E mi dice che e' un locale.
.....
nona figura escrementale.
Ma fra me e me mi chiedo "Caz*o, ma chiederai "dov'e", non qual e' !" .Ma taccio.
Alche' mi chiede se il locale a cui stavo davanti era l'ora phoenix.
Io mi chiedo se la domanda non avesse potuto impostarla cosi' gia' dall'inizio.
Ma il nome non c'era, e io non lo sapevo.
Rispondo che non sono di Milano, ma che puo' essere.
Lui entra, chiede, esce e incamminandosi nella direzione opposta grida "questo e' la ---- de Cuba". Non so perche', forse non avevo ancora capito che lui cercava l'ora phoenix. Fatto sta che esordisco quasi con altezzosita' senza neppure rendermene conto "Uguale, eh?" ...lui alza le mani, inerme e se ne va. Meno male che Milano e' grande.
Invece la sera che ad Asiago uno mi ha chiesto una cartina e l'ho mandato a cercarla in centro dove ce n'era una topografica e' stata piu' dura....
Ora vado a letto. Milano distrugge.
Era meglio berla.