
La strategia e' la via del paradosso.
Cosi', chi e' abile, si mostri maldestro;
chi e' utile, si mostri inutile.
Chi e' affabile, si mostri scostante;
chi e' scostante, si mostri affabile.
Coloro che non sono del tutto consapevoli
dei danni derivanti dall'applicazione delle strategie
non possono essere neppure consapevoli dei vantaggi
derivanti dalla loro applicazione.
Chi in cento battaglie riporta cento vittorie,
non e' il piu' abile in assoluto;
al contrario, chi non da' nemmeno battaglia,
e sottomette le truppe dell'avversario,
e' il piu' abile in assoluto.
C'e' un detto:
"conoscere l'altro e se stessi - cento battaglie, senza rischi;
non conoscere l'altro, e conoscere se stessi - a volte, vittoria; a volte, sconfitta;
non conoscere l'altro, ne' se stessi - ogni battaglia e' un rischio certo".
Gli strateghi vittoriosi hanno gia' trionfato,
prima ancora di dare battaglia;
i perdenti hanno gia' dato battaglia,
prima ancora di cercare la vittoria.
In linea di massima, a proposito della battaglia,
l'attacco diretto mira al coinvolgimento;
quello di sorpresa, alla vittoria.
Quando il nemico si trova a suo agio,
puo' essere messo a disagio;
quando e' sazio, gli si puo' mettere fame;
quando e' stabile,
puo' essere scosso.
La configurazione tattica eccellente,
dal punto di vista strategico,
consiste nell'essere privi di configurazione tattica,
ossia nella condizione "senza forma".
Quando si e' senza forma,
neanche gli agenti segreti piu' profondi sono in grado di spiarci,
ne' gli uomini piu' intelligenti di tramare progetti.
Sii veloce come il vento;
lento come una pianta;
aggressivo come il fuoco;
immobile come una montagna;
inconoscibile come lo yin;
irruento come il tuono.
Sun-Tzu, L'arte della guerra


1 commento:
PROVA DI LAURA
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