28 marzo 2006

Quando piove...

Le mie iniziali e coerenti prospettive di mantenere un blog costantemente aggiornato mi stanno facendo ricredere sulla mia affidabilita' internistica: mi sto indisciplinando!
Dovro' cercare di impegnarmi maggiormente, non voglio iniziare ogni mio post come quelli di tanti blog, scusandomi continuamente per l'attesa con i lettori oramai dispersi e delusi dal silenzio tombale creatosi in blogosfera. (occupando cosi' tutti i primi paragrafi nella speranza di ottemperare alla mancanza di argomenti decenti o quanto meno interessanti da poter far ritornare i lettori ingrippati fino a prima).
In questi giorni ho avuto i miei caz*i, le mie cose belle (tante) e brutte (poche) che mi hanno portata a dimenticarmi dell'esistenza di questa mia valvola di sfogo quotidiano...anche perche' sto cercando di sfogarmi su altre cose .......
...la meditazione, pervertiti! Che cosa avevate pensato?
Da pochi giorni sono inoltre rientrata a far parte della lunga lista di disoccupazione italiana, pur non percependo dall'ente statale il minimo della cassa integrazione...dovro' rivoluzionare il mio sito, dato che non avro' piu' cosi' tante e profique occasioni per poter vedere il mio big boss e sentirmi una Lewinsky senza macchia (.... :) )
Certo che passare il giorno a casa mentre gli altri si svegliano con il campanello scolastico puntato nell'orecchio pensando che non torneranno a letto a recuperare il sonno perduto se non dopo almeno 9 ore da quell'infame suono...e' senza dubbio confortante!
Soprattutto in una giornata uggiosa e piovosa come questa. Fossi stata a Firenze e avessi dovuto svegliarmi presto, avrei dovuto prendere seri provvedimenti per evitare la calca di gente che con la pioggia sembra impazzire (forse il fatto di essere acida contribuisce ad aumentare la follia?)...ma anche nelle altre citta' il discorso non cambia...
Chi ha l'auto e lavora nella stessa citta' in cui vive, magari in centro, per evitare mal di testa e incazzature con parcheggiatori al fine di cercare quel metro quadro libero e vitale, e' spesso disposto a sorbirsi assonnate kilometrate di strada carburandosi i polmoni con la frizzante aria del mattino, ripiena di diesel e benzina verde (se si e' fortunati puo' capita di costeggiare una macchina stupenda potendo godere degli effluvi della super)
...noi, automobilisti recidivi, dovremmo essere grati a questi martiri mattinieri, che ci lasciano il campo libero diminuendo cospiquamente il livello del traffico e facendoci arrivare a lavoro sicuramente prima...meno grati dovremmo essere loro quando piove. Perche' i degustatori di benzina solitamente la macchina ce l'hanno. Ce l'hanno ma la tengono in garage quasi come fosse un abito d'occasione da sfoggiare in caso di agente atmosferico di qualsiasi genere ed entita'...ma perche'???? PERCHE'?
Il motivo-scusante che utilizzano per giustificarsi quando chiedi loro perche' non la usano per andare a lavorare e' che "vogliono farsi una passeggiata" o "cosi' prendo un po' d'aria prima di chiudermi in ufficio" ...ma che aria vuoi prendere? Non sara' meglio quella condizionata dell'ufficio piuttosto di quella inquinata (purtroppo) del centro di Milano?
Ma loro no....si sentono schiavi del benessere, quasi dei guerrieri dei semafori. Cercano di sfoggiare senso civico ed ecologico per evitare di parlare della scarsa voglia di cercare un parcheggio la mattina, dell'incapacita' di guidare e di districarsi tra sensi unici e traffico caotico ma, soprattutto, della scarsa attitudine e della vera e propria incapacita' di compiere un'impresa ardua (caspiterina, lo e' anche per me!) che rappresenta un ostacolo preoccupante per l'incolumita' della loro macchina mai utilizzata e di quella degli altri: il parcheggio ad Esse.
Sono quasi come quelli che reclamano il narcisistico desiderio (camuffato sempre da questioni di salute e benessere) di essere sportivi: al posto di stasene a letto alla mattina si alzano di buon'ora - anche un'ora prima - per andare a fare jogging al parco - - - ma ndo' vanno?...con l'inquinamento che c'e' oramai in tutte le citta', poi, non credono faccia male aprirsi i polmoni per inalarne di piu'?
Mah...io resto di quelli che al mattino vanno ad esclusione: comincio con l'evitare il make-up, la colazione, la crema...fino ad arrivare a dover fare pipi' mentre mi lavo i denti, scendendo le scale con un cerealix mentre accendo la macchina e mi chiudo i pantaloni (con l'effettivo stupore della vecchina che abita di fronte a casa mia e segue ogni mio minimo gesto come se fossi una di Beautiful [ma perche' non le dice nessuno che la tv se ne sta dall'altra parte della stanza?])
Comunque...La conclusione di questa loro filosofia e' che i guidatori classici non si possono mai regolare, se non con la pioggia (qaundo c'e' la neve e' sempre meglio prendersi una giornata di ferie. Io faccio piu' fatica ad andare in centro a Vicenza con un centimetro che a girare l'intera Asiago quando ne cade un metro...No, non sto cosi' distante dalla piazza)
E la gratificazione che si prova stadosene a letto quando piove e' cosi' spiegata e conclusa...ovviamente sono pronta a ritirare la mia denuncia alla sveglia di un post fa.
Irving Penn (American, b. 1917)
Kerchief - Glove (Dior) Paris, 1950 printed 1984
Selenium-toned gelatin silver print
Image and sheet: 15 3/8 x 15 1/4 in Mount: 20 x 20

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Bentornata!!!

Anonimo ha detto...

sei architetto, no? scrivi al tuo ordine architettivicenza@awn.it
manda curriculum, vedrai che molti colleghi ti cercheranno - le donne sono assai gettonate negli studi... ti chiamerei io, ma siamo distantini..
buona fortuna!
f.c.

ventodiprimavera ha detto...

Architetto???...ma no!!! Sono un fashion designer!!!

...come stai??? ...io non sto piu' scrivendo nulla, ma sto per rimediare...

BAcio

Anonimo ha detto...

ma dai!!!! avevo preso fischi per fiaschi.... hai parlato di Firenze.... in cui sono appena stato, il convento di San Marco mi lascia ogni volta in estasi... delirio beatoangelichesco a parte, qui ci si trascina sfuggendo ad orde di burocrati cannibili e clienti carnivori... e tu, VDP, sempre bella inquieta, eh?
besos