09 dicembre 2005

Fede e uomo

Un bisogno insito nell'essere umano e' quello di poter dare un senso all'esistenza sulla Terra, provando a dare un interpretazione a quanto avviene all'esterno e all'interno del Se.
La Fede nasce dalla necessita' di credere che l'esistenza stessa, vada oltre la materialita' della decadenza del corpo, oltre al pensiero della sua dissoluzione nelle ceneri della terra. Aver Fede in se stessi ed in una forza superiore e nominato, manifestato, invocato nei modi e nelle consuetudini tipiche di ogni cultura, porta alla proiezione verso l'ignoto sconosciuto, dove si prova a trovar forza e volonta' cercando di capire, conoscere ed ampliare la conoscenza che permea l'esistenza.
La Fede come scelta, e' un orientamento verso la liberta' che diviene, in seguito, patrimonio inalienabile dell'uomo stesso. Negare la Sacralita' Spirituale dell'uomo, significa negare una parte consistente anche se ignota dell'esistenza stessa, che diviene esperienza, sguardo aperto, vigile senza chiusursi in aprioristiche e pregiudizievoli regole spesso arbitrarie dettate della religione.
L'uomo con Fede nega e rigetta la religione come opinione imposta, dalle regole spesso contraddittorie, che ingabbiano in luoghi comuni, servitu' nei confronti della regola insegnata come verita' parziale. Nel corso della storia la religione ha diviso l'uomo, che perdendo la propria individualita' si e' trovato inconsciamente asservito a regole, divisioni umane che anziche' elevarlo alla trascendenza, l'ha lacerato nella sua integrita'.
La ricerca della Fede va incoraggiata perche' porta alla riscoperta dell'unicita' d'essere individuo e all'interno della sua individualita' si cela il mistero dell'uomo che va oltre la realta' della carne, del colore della pelle, dell'etnia e della religione professata. La piaga della societa' odierna, come nel passato, l'uso strumentale che l'uomo fa della religione, proponendola come Fede, usandola come arma di distruzione nei confronti di chi vede nella Fede (apparentemente diversa) altrui una minaccia alla supremazia di modelli di pensiero e comportamenti che devono essere uniformati, dimenticando il bisogno di unicita' presente nell'uomo.Il risveglio delle nuove religiosita', anziche' favorire l'unione dell'uomo, ne accentuano le divisioni, perche' attaccano, giudicano, condannano come eretici che evitano schemi ingabbianti entro confini definiti da altri, creando un inconsapevole distacco dalla realta' dell'uomo stesso, portando a vedere il diverso come colui che non si assoggetta alla proposta, o imposta di pensiero anche religioso dominante.
Oggi, rispetto al passato, l'uomo ha una possibilita' di scelta in piu', quella della liberta' di leggere, istruirsi, documentarsi, confrontare le varie religioni, le loro storie, le origini antiche, i simbolismi, e tramite le ritualita' che le accomunano, capire, accettare differenze e diversita', come patrimonio individuale e sociale, che portano reciprocita' di conoscenza delle diverse forme di Fede, nascondenti in se moltissimi comuni denominatori.
Credere acriticamente a quanto viene insegnato, impartito, od imposto porta l'uomo a perdere opportunita' di conoscenza, e scoperta, e la trascendenza fra Fede e Uomo e' canale nell'uomo che offre la possibilita' di conoscere e capire le molteplici diversita' presente all'interno della natura umana. L'uomo e' realta' unica, e la ricerca della socialita' e' un bisogno primario per l'evoluzione ed il confronto del proprio essere con il mondo circostante.
L'uomo che crede nel valore della Fede, e' colui che crede nell'unicita' dell'essere umano, e come tale, fa rispettare, rispettando ogni singolo individuo, indipendentemente dalle apparenze teoriche che egli dimostra nella propria esteriorita' carnale, perché riesce vivere e percepire la verita' propulsiva, presente all'interno d'ogni singolo individuo, ben conscio che ognuno e' un granello di conoscenza del Tutto, ed in esso riconosce come parte iniziale, senza tempo dell'Emanazione primaria.

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