26 novembre 2005

The Island

Titolo originale: The Island

Produzione: USA 2005
Regia: Michael Bay
Interpreti:
Michael Clarke Duncan, Steve Buscemi, Sean Bean, Djimon Hounsou, Scarlett Johansson, Ewan Mc Gregor
Durata: 127'
Genere: Fantascienza
Venerdi' sera, Cineforum. Bellissimo film.
Odio (e avrei dovuto inserirlo nel post di due giorni fa!) quando mi raccontano dei film o dei libri o anche delle persona prima che io li guardi, legga, conosca, perche' voglio estraniarmi da pregiudizi e giudizi altrui.
"The Island", costoso thriller futuristico sul tema della clonazione, porta a pensare alla recente disfida sui limiti e le finalita' della ricerca scientifica.
Sarebe dovuto essere l'evento di chiusura di un'estate cinematografica all'insegna della fantascienza ma il nuovo film di Michael Bay ha incassato in America poco piu' della meta' di quanto e' costato (90 milioni di dollari).
Il nuovo lavoro del regista di fragorose storie d'azione come "The Rock", "Armageddon" e "Pearl Harbor" ci catapulta nel 2019, in una gigantesca, linda e avveniristica clinica sotterranea.
Quel che resta della razza umana dopo una disastrosa "contaminazione" e' ospite di questo stabilimento industriale dove si lavora, si mangia e si fa attivita' fisica sotto il rigoroso controllo di sofisticati congegni ad alta tecnologia. L'unico modo per uscire da quella condizione (apparentemente invidiabile, in realta' davvero alienante e stressante) e l'unico loro sogno e' quello di essere estratto da una lotteria settimanale per poter andare sull' "Isola", l'ultimo luogo incontaminato della Terra, una specie di verdeggiante e assolato Eden terrestre. Ma "L'isola" e' l'isola che non c'e', come quella di Peter Pan. E' una truffa organizzata dai responsabili del centro e creata attraverso una sorta di schermo per creare una falsa speranza di vita nei residenti di quel mondo sotterraneo. Tutti inguainati in tutine bianche "Puma", si credono i sopravvissuti di una guerra atomica a causa dei ricordi indotti inseriti al momento della loro creazione. Non sanno di essere "prodotti", delle copie di persone pronte ad essere utilizzate all'occorrenza per i loro richiedenti. Ogni copia costa 5 milioni di dollari e lo scopo della sua creazione e' quello di avere dei "pezzi di ricambio" per allungare la vita di 60-70 anni o per mettere al mondo figli piu' comodamente.
Uno scenario apocalittico, di tipo eugenetico, che non a caso cita le finte docce dei campi di sterminio nazisti. L'effetto e', nella sua totalita', curioso e spettacolare.
Uno dei due protagonisti, Lincoln 6-Echo (Ewan McGregor), Tormentato da incubi inspiegabili, inizia a porsi delle domande sulle restrizioni cui e' sottoposto nella clinica ed inizia a curiosare in zone riservate anche grazie all'aiuto di un addetto ai lavori con l'hobby dei traffici illeciti (Steve Buscemi). Dopo un illuminante giro turistico, Lincoln scopre che le cose non stanno precisamente come pensava. Inizia cosi' la fuga dalla clinica insieme all'amica Jordan 2-Delta (Scarlett Johansson) per cercare i loro sponsor e convincerli ad aiutarli. All'esterno dello stabilimento "Centerville" di avveniristico rimangono solo i veicoli: elicotteri EC129 - i piu' silenziosi al mondo - e Concept Car - tra cui una Cadillac Cien del 2002 - disseminate in una futuristica Los Angeles ricostruita a Detroit.
Fuori dall'asettica clinica, in un'America coloratissima, i due agnati (contenitori di pezzi di ricambio) suggelleranno con un bacio la scoperta del sesso (a loro negato - e mi ci sto immedesimando ;D)
Nonostante i nomi non compaiano nei titoli di coda, questo film deve molto a Steven Spielberg e George Lucas.
I temi sono di piena attualita' e forniscono un ottimo presupposto: disastro ecologico, scienza e etica, clonazione umana, la necessita' di sperare in qualcosa; lo stabilimento con il suo direttore nazista Sean Bean sembra riportare alla memoria le paure di diverse epoche storiche.
Curiosa l'uscita quasi contemporanea di un libro che ha gia' fatto scalpore in Francia, "La possibilite' d'une île" (La possibilita' di un'isola) di Michel Houllebecq, che ipotizza un futuro basato solo su sesso e clonazione dove le donne sono solo "carne" e i bambini dei "nani viziosi". Il suo protagonista si chiama Daniel 1, dove quell' "uno" sta per generazione di clonazione, proprio come il Lincoln di sesta generazione di The Island, cosi' evoluto da aver acquisito proprieta' umane adolescenziali come appetito culturale e sessuale. Ebbene la narrazione di Daniel 1 si alterna tra Parigi, Madrid, Lanzarote e Biarritz, con quella dei suoi cloni successivi, fino al viaggio dell'ultimo esemplare Daniel 25 in una Spagna devastata dalle esplosioni nucleari. Illuminante, forse anche per lo sceneggiatore Caspian Tredwell-Owen.
Tra i pregi di un film come The Island, a parte l'impianto da giostra dei divertimenti, e' l'ipotetica concezione industriale della clonazione umana, usata per donare agli uomini figli e organi di ricambio di certa provenienza. D'effetto la doppia interpretazione di Ewan McGregor resa ancora piu' difficile dal background dei personaggi: Lincoln 6-Echo e' un clone di tre anni che scopre il mondo, Tom Lincoln - il donatore di DNA o "sponsor" come viene chiamato nel film - e' un perfetto imbecille.
Hounsou e' l'abile mercenario Albert Laurent, assoldato per inseguire i fuggiaschi e sempre piu' coinvolto nella vicenda anche sotto il profilo umano, essendo anche lui un "reduce", un "marchiato". Ottima la fotografia a due volti di Mauro Fiore e le scenografie di Nigel Phelps.
Difficile definire le ragioni di un mancato gradimento da parte del pubblico americano se pensiamo anche che Michael Bay non ha mai affermato di voler realizzare un'opera filosofica alla Minority Report ma «Un film divertente, estivo, che trascinasse il pubblico in una corsa mozzafiato», e in questo c'e' riuscito.

2 commenti:

ventodiprimavera ha detto...

...sul Macchu Picchu, In colorado, su una di quelle lunghissime autostrade americane dove il paesaggio cambia come lo zapping, sulla Marmolada o in Florida, a Parigi o a New York, a Londra, a Berlino, al polo nord in un igloo, sul gran Canyon, sotto le Black Hills del Sud Dakota, a Tokyo, a Mosca...ma piu' semplicemente con chi so io...:) ...l'unica cosa non possibile tra tutte queste.
:)

ventodiprimavera ha detto...

...e lo e'...purtroppo...