
Appurato come nell'odierna epoca dell'avere l'"Apparire" sia diventata una questione di vitale importanza, tralasciando le ovvie rimostranze a tal proposito, non e' possibile eludere il rimasuglio maschilista che ancora sussiste nella nostra società, opprimendo la donna che desidera rispondere ai canoni sexy.
Piacere al sesso opposto (o allo stesso, a seconda dei punti di vista :) ) richiede molte volte preparazioni più o meno impegnative, in alcuni casi ricostruzione e, in altri più sfortunati casi, l'utilizzo di apparati specifici o dolorose costruzioni artificiali.
Da sempre il corpo (quello femminile molto più di quello maschile) è stato oggetto di torture, per dimostrare l’appartenenza ad un gruppo/etnia, rispondere ai canoni di bellezza della propria cultura o rendere la donna inerme sottolineando la sua presunta inferiorità: basta pensare alla tecnica del “Loto d’oro”che rendeva stretti e storpiati i piedi delle bambine cinesi, alle labbra delle donne africane deformate dai piattini labiali, alle pratiche di infibulazione e mutilazione dei genitali femminili, agli anelli al collo delle Birmane Padaung, alle avulsioni dentarie Masai.
In Europa le donne venivano torturate coi corsetti e bustini stritola viscere con incorporate delle stecche di balena per ottenere il famoso vitino di vespa, con i mattoni che abbassavano le spalle, con delle astute gonne che non permettevano loro di muoversi.
Queste costruzioni hanno assunto, nell'evolversi, delle forme meno spontanee e solo apparentemente lontane dall’idea di tortura. Qualsiasi donna occidentale che nell'epoca attuale desideri apparire e’ costretta a sottoporsi periodicamente a delle pratiche che gli uomini solitamente ignorano o che comunque non riconoscono loro (eccezion fatta per i narcisisti e gli uomini curati, in aumento crescente, ma non ancora considerabili come gruppo campione).
Periodicamente, e in base alla virtuosità come il celebre detto afferma, ogni donna e’ costretta a dedicarsi alla masochistica attività decespugliatoria del proprio vello. Questa tecnica consiste nell’ustionarsi spalmandosi intenzionalmente della cera calda sul corpo e nell’asportare i delicati bulbi piliferi con un deciso strappo e un relativo conseguente e straziante grido di dolore. Un coraggioso lavoro di scorticamento che a volte per timore si affida a una professionista (pagata per farlo…).
Un avanzamento della pratica e’ l’applicazione della stessa a livello visivo, a volte peggiorata in caso di strappo individuale dei peli delle sopracciglia tramite un utensile denominato pinzetta, con conseguente provocazione della ghiandola lacrimale (mai depilarsi le sopracciglia prima di un appuntamento galante!).
Non bisogna dimenticare, poi, il tempo che si perde nel dipingersi il volto; nei casi più sfortunati significa costruire un cm in più di spessore su tutto il viso (sopracciglia comprese). A peggiorare il tutto, la necessaria operazione di rimozione maschera prima di andare a letto.
Piacere al sesso opposto (o allo stesso, a seconda dei punti di vista :) ) richiede molte volte preparazioni più o meno impegnative, in alcuni casi ricostruzione e, in altri più sfortunati casi, l'utilizzo di apparati specifici o dolorose costruzioni artificiali.
Da sempre il corpo (quello femminile molto più di quello maschile) è stato oggetto di torture, per dimostrare l’appartenenza ad un gruppo/etnia, rispondere ai canoni di bellezza della propria cultura o rendere la donna inerme sottolineando la sua presunta inferiorità: basta pensare alla tecnica del “Loto d’oro”che rendeva stretti e storpiati i piedi delle bambine cinesi, alle labbra delle donne africane deformate dai piattini labiali, alle pratiche di infibulazione e mutilazione dei genitali femminili, agli anelli al collo delle Birmane Padaung, alle avulsioni dentarie Masai.
In Europa le donne venivano torturate coi corsetti e bustini stritola viscere con incorporate delle stecche di balena per ottenere il famoso vitino di vespa, con i mattoni che abbassavano le spalle, con delle astute gonne che non permettevano loro di muoversi.
Queste costruzioni hanno assunto, nell'evolversi, delle forme meno spontanee e solo apparentemente lontane dall’idea di tortura. Qualsiasi donna occidentale che nell'epoca attuale desideri apparire e’ costretta a sottoporsi periodicamente a delle pratiche che gli uomini solitamente ignorano o che comunque non riconoscono loro (eccezion fatta per i narcisisti e gli uomini curati, in aumento crescente, ma non ancora considerabili come gruppo campione).
Periodicamente, e in base alla virtuosità come il celebre detto afferma, ogni donna e’ costretta a dedicarsi alla masochistica attività decespugliatoria del proprio vello. Questa tecnica consiste nell’ustionarsi spalmandosi intenzionalmente della cera calda sul corpo e nell’asportare i delicati bulbi piliferi con un deciso strappo e un relativo conseguente e straziante grido di dolore. Un coraggioso lavoro di scorticamento che a volte per timore si affida a una professionista (pagata per farlo…).
Un avanzamento della pratica e’ l’applicazione della stessa a livello visivo, a volte peggiorata in caso di strappo individuale dei peli delle sopracciglia tramite un utensile denominato pinzetta, con conseguente provocazione della ghiandola lacrimale (mai depilarsi le sopracciglia prima di un appuntamento galante!).
Non bisogna dimenticare, poi, il tempo che si perde nel dipingersi il volto; nei casi più sfortunati significa costruire un cm in più di spessore su tutto il viso (sopracciglia comprese). A peggiorare il tutto, la necessaria operazione di rimozione maschera prima di andare a letto.
Per cio' che riguarda i capelli, invece, la cosa si complica. Nel colorarsi i capelli, ad esempio, ci si ritrova costrette a stare minimo mezz’ora con i capelli che profumano di ammoniaca per poi ritrovarsi bagno e asciugamani irrimediabilmente in pan dan con il nuovo colore (o forse sono semplicemente goffa io….). A meno che non vi siano problemi con la messa in piega, giacche' poche sono poche le donne che possono permettersi di asciugarsi i capelli e uscire senza dover intervenire profondamente su probabili teste con silhouette a pagoda, bisogna calcolare altre ulteriori impieghi di tempo (e poi gli uomini si chiedono perche' le donne ci mettano tanto...)...per una messa in piega si puo' arrivare a perdere solitamente il triplo del tempo che si impiega nella fase trucco meno 5 minuti. Inoltre anche per la biancheria intima che una donna deve portare per rispondere ai soliti canoni maschilisti permane come subdolo gioco di tortura. Una donna saggia e indipendente indosserebbe un completo Sloggy in lycra. Poi ci sono donne che indossano senza lamentarsi guepiere o corpetti con irrigidenti stecche (non più di balena, ma sempre fastidiose) con i relativi prolungamenti per le autoreggenti di cui manterrai i solchi nel sottocoscia per molto più tempo di quello che speri possa durare la tua attuale love story.
Non dimentichiamo l’articolo fetish d’eccellenza: i tacchi a spillo. Vero, rassodano, ti rendono elegante e aumentano il piacere (…) ma sono effettivamente una tortura, soprattutto quando ti ritrovi come tutta la categoria delle usufruenti a maledire l’inventore dei SanPietrini.
O gli stilisti che proposero le punte strette… (quando andavano, n.d.mof)
La sensualità non si esprime così superficialmente, e ne sono convinta, poichè passione, desiderio e istinto sono legati ai sensi primordiali... eppure la stessa donna in tuta da ginnastica, con il trucco sbavato e i capelli scompigliati risulta sempre ferormonicamente inferiore di quando invece e’ curata, indossa abiti scollati, o corti, o trasparenti sottoponendosi alle torture viste prima.
L’uomo, invece, e’ “costretto” a radersi quotidianamente o sporadicamente la mattina e a seguire le basilari regole di igiene quotidiana. I suoi abiti e calzature sono generalmente comodi, e se ha freddo puo’ vestirsi in maniera adeguata.
Un uomo sciatto potrebbe essere considerato un rude affascinante. Se e’ curato, un fighetto interessante. Una donna no. Mi ci gioco la mano a Muzio Scevola.
Non dimentichiamo l’articolo fetish d’eccellenza: i tacchi a spillo. Vero, rassodano, ti rendono elegante e aumentano il piacere (…) ma sono effettivamente una tortura, soprattutto quando ti ritrovi come tutta la categoria delle usufruenti a maledire l’inventore dei SanPietrini.
O gli stilisti che proposero le punte strette… (quando andavano, n.d.mof)
La sensualità non si esprime così superficialmente, e ne sono convinta, poichè passione, desiderio e istinto sono legati ai sensi primordiali... eppure la stessa donna in tuta da ginnastica, con il trucco sbavato e i capelli scompigliati risulta sempre ferormonicamente inferiore di quando invece e’ curata, indossa abiti scollati, o corti, o trasparenti sottoponendosi alle torture viste prima.
L’uomo, invece, e’ “costretto” a radersi quotidianamente o sporadicamente la mattina e a seguire le basilari regole di igiene quotidiana. I suoi abiti e calzature sono generalmente comodi, e se ha freddo puo’ vestirsi in maniera adeguata.
Un uomo sciatto potrebbe essere considerato un rude affascinante. Se e’ curato, un fighetto interessante. Una donna no. Mi ci gioco la mano a Muzio Scevola.


5 commenti:
...beh...ma le scarpe/stivali a punta stretta se non vado errando adesso sono OUT...
..a me tu piaci semplicemente come sei...ma tu non mi ami...;-)
MoF
p.s. ti ho risposto da me...
hai perfettamente ragione!
Credo alcune cose a riguardo:
1- la femminilità e il fascino in generale non si acquistano con un vestito attillato o un trattamento chirurgico... è una questione di "energia"... o la si possiede o nessuno può donarcela...
2- ognuno deve seguire il proprio concetto di ordine e pulizia, seguendo semplicemente il proprio amor proprio... io mi rado solo per me, non per timore di risultare un barbone...
3 - purtroppo alcune cose un po' per costume, un po' per imposizione mediatica sono sfavorevoli a voi donne... i peli superflui per esempio... ma anche in questo caso, tutto non deve divenire fonte di malessere...
sn - la via di mezzo nelle scelte è sempre la più intelligente... il tacco da 10 è sexy... la scarpa bassa molto meno ma è assai più comoda... 5 cm di tacco sono abbastanza comodi e slanciano la figura (Berlusconi insegna) :)
chi bello vuole apparire un pò deve soffrire
un bacione e buon anno
Mof:
Sono decisamente OUT...pensavo che la coniugazione verbale potesse esplicarlo...
Stefano: Gia'...a volte penso sia meglio soffrire di ansia da prestazione...
Cilions:
Il mio post non intendeva disquisire in merito alla sensualità o alla femminilità...so bene che sono degli stadi mentali e degli equilibri che si sorreggono per altri sensi.
Quello che però non sopporto sono le persone che affermano di fare tutte queste cose per se stesse...come se piacere a se stesse le facesse star meglio con gli altri...
Se tutti fossero ciechi tranne una persona, estetiste, parrucchiere, stilisti e status symbol non esisterebbero.
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